Tenute Tomasella, dove il confine diventa orizzonte

C’è un luogo, nella campagna trevigiana, in cui le vigne sembrano oltrepassare i confini geografici per fondersi in un unico respiro. È qui, a Mansuè, che da oltre cinquant’anni Tenute Tomasella coltiva la sua visione: trasformare il vino in un linguaggio universale fatto di radici, eleganza e rispetto. In questo lembo di terra, sospeso tra Veneto e Friuli, regioni che non si contendono la scena: camminano insieme, fianco a fianco, dando vita a vini che raccontano la storia di due territori e la proiettano verso il mondo.

Le radici e lo sguardo

La forza di Tenute Tomasella è l’equilibrio tra ciò che resta e ciò che cambia. La tradizione è un patrimonio da custodire: il rispetto per il ritmo delle stagioni, la cura dei vigneti, l’ascolto silenzioso della terra. L’innovazione, invece, è la chiave per interpretare quel patrimonio con sguardo contemporaneo: tecniche di vinificazione all’avanguardia, attenzione alla sostenibilità, un uso intelligente della tecnologia che non tradisce ma esalta l’essenza delle uve.
Così nascono vini che parlano di radici, ma con un linguaggio vivo, capace di emozionare chi li incontra.

Sostenibilità che si tocca con mano

Negli ultimi anni, la cantina ha scelto di intraprendere un percorso deciso verso la sostenibilità. Non una bandiera da sventolare, ma una scelta quotidiana, fatta di gesti concreti: riduzione dei trattamenti chimici, monitoraggio costante della salute delle piante, interventi mirati e mai invasivi, gestione responsabile delle risorse idriche ed energetiche.
L’adesione al protocollo SQNPI e l’avvio della conversione al biologico sono tappe di un cammino che guarda lontano. Perché un vino di qualità nasce da una terra sana, e prendersene cura significa garantire bellezza e vita anche a chi verrà dopo.

L’oasi delle api, un segno di armonia

La natura trova il suo spazio anche oltre la vigna. Con il progetto Saving Bees e la creazione dell’Oasi Apistica Arborea, Tenute Tomasella ha voluto offrire un rifugio agli insetti impollinatori, custodi silenziosi della biodiversità. Le api, sentinelle dell’equilibrio ambientale, sono diventate simbolo di un impegno che non si limita a produrre vino, ma vuole proteggere l’intero ecosistema.

Un territorio di confine che diventa ricchezza

Produrre vino al confine tra Friuli e Veneto significa avere due anime che si incontrano. I suoli, ricchi e vari, compongono un mosaico di argille, sabbie e sedimenti alluvionali, ognuno con la sua voce. In cantina, queste differenze vengono rispettate con vinificazioni separate, per custodire l’unicità di ogni parcella e trasformarla in ricchezza sensoriale.
Ne nasce una collezione di vini che spazia dalla purezza dei varietali alla freschezza degli spumanti, fino alla profondità delle selezioni. Il filo conduttore è sempre lo stesso: l’eleganza. Che sia un rosso strutturato o una bollicina vivace, ogni etichetta di Tenute Tomasella vuole essere equilibrio, finezza e profondità.

Ospitalità che diventa esperienza

Varcare i cancelli della tenuta significa entrare in un mondo in cui il vino non è soltanto prodotto, ma vissuto. Il viaggio inizia tra le fronde del parco storico o lungo i filari, prosegue con i racconti in cantina e si compie nel calice, durante degustazioni pensate per svelare le diverse anime del territorio.
Non mancano esperienze insolite, come i tour in bici o in apecar tra i vigneti, o la visita all’Oasi degli Impollinatori, dove il tempo rallenta e la natura si fa voce. E poi gli aperitivi in cantina, momenti di convivialità autentica che uniscono vino, musica e cucina locale in un’atmosfera curata ma informale. Qui il vino diventa complice di incontri, sorrisi e memorie che restano.

Il futuro: tra arte, benessere e natura

Lo sguardo della tenuta è già rivolto avanti: completare la conversione al biologico, rafforzare la presenza sui mercati internazionali e continuare a innovare nell’enoturismo. Ma non si tratta solo di crescere: l’obiettivo è farlo in armonia, senza rincorrere mode, restando fedeli a un’identità che da mezzo secolo rende unica questa cantina.
Nuovi progetti legati al benessere e all’arte arricchiranno l’offerta, trasformando Tenute Tomasella sempre più in un luogo da vivere: uno spazio dove vino, natura e cultura dialogano, regalando esperienze autentiche e indimenticabili.

Tenute Tomasella è più di una cantina: è un crocevia di storie, paesaggi e persone. Qui ogni calice racchiude il respiro di due regioni, ogni visita diventa un ricordo, ogni progetto nasce con l’intento di durare. Con radici solide e una visione aperta, la tenuta continua a scrivere la propria storia, fedele a un’idea semplice e potente: che il vino non sia solo gusto, ma emozione.

Nel calice si presenta con un’intensa tonalità rosata dai riflessi ramati, un colore che rievoca la tradizione antica di questo vitigno e racconta la breve sosta sulle bucce che gli dona carattere e personalità.Al naso è fine ed elegante: emergono profumi fruttati di pesca bianca e pera, accompagnati da sfumature di albicocca matura e delicate note di nocciola. Un bouquet armonioso e raffinato, che invita all’assaggio con discrezione e profondità.In bocca rivela un sorso piacevole e persistente, sorretto da una freschezza equilibrata tra acidità e sapidità. Sul finale, una leggera impronta tannica aggiunge struttura e rende l’esperienza gustativa più avvolgente, lasciando in chiusura un ricordo elegante e distintivo.Un Pinot Grigio che unisce raffinatezza e autenticità, con il fascino antico del suo colore ramato e la modernità di un profilo sensoriale versatile.

Nel calice si mostra con un colore rubino tenue, attraversato da riflessi corallo chiaro, impreziosito da una spuma fine e sottile che richiama subito eleganza e freschezza. Il primo impatto olfattivo è floreale e delicato, con ricordi di fiori di ciliegio che aprono la strada a un bouquet più complesso: note di frutti rossi e cassis, accenni di leggera tostatura e un delicato richiamo alla pasticceria che ne completano l’armonia.Al palato si esprime con una tessitura raffinata, grazie a bollicine fini e vellutate che sostengono un sorso avvolgente. È un rosé bilanciato e strutturato, attraversato da un’equilibrata vena minerale che dona freschezza. Il finale sorprende con una morbidezza elegante e piacevoli sfumature di castagna, che rendono la persistenza intrigante e originale.

Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso, impreziosito da delicati riflessi violacei che ne raccontano la giovinezza e la vitalità. Al naso si apre con un bouquet fresco e profondo: le viole e i frutti rossi maturi sono i primi a farsi riconoscere, seguiti da un caratteristico sentore erbaceo che dona autenticità e legame con il territorio. In sottofondo emergono sfumature di peperone verde e pepe fresco, che aggiungono complessità e vivacità all’insieme. In bocca si rivela corposo e vellutato, con una trama elegante che bilancia forza e finezza. Le note erbacee, tipiche del vitigno, si intrecciano con una persistenza piena e avvolgente, arricchita da delicati accenni affumicati che lo rendono immediatamente riconoscibile e apprezzato.Un vino di personalità spiccata e autentica, capace di raccontare in ogni sorso l’anima del Cabernet Franc friulano: elegante, sincero, mai scontato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento