Ejamme ja! Ma anche no…almeno per ora
Ammetto: sono un boomer. Prima dell’arrivo della pizzeria di Vincenzo Capuano a Firenze, non avevo la più pallida idea di chi fosse questo pizzaiolo diventato semidio dei social.
Mio figlio, con sguardo misto tra il compassionevole e il “ma come fai a vivere così?”, mi ha fatto notare l’onta. Ho capito che era il momento di aggiornarmi: via, qualche ricerca, un po’ di binge-watching di video su TikTok e Instagram, e il personaggio prende forma.

Vincenzo ha 1 milione di follower su TikTok, quasi altrettanti su Instagram e oltre 600.000 su Facebook. Nei video sorride come se non conoscesse il concetto di bollette da pagare, urla “Ejamme ja!” a raffica e schiaffeggia l’impasto con la stessa energia con cui noi comuni mortali schiaffeggiamo le zanzare a luglio. Spesso appare anche suo nonno, diventato mascotte ufficiale grazie alle apparizioni in TV da Antonella Clerici.
Le sue pizzerie? Quaranta, sparse tra Italia e località non così abituali come Pristina, Ibiza e Singapore. L’inaugurazione fiorentina ha visto una folla oceanica: vero, la pizza era gratis, ma passare ore in fila a metà luglio resta un’impresa degna di una menzione speciale, e quindi c’era veramente prova di provare la novità . I giornali locali hanno scritto a fiumi, instagrammer fiorentini hanno collaborato, e Vincenzo ha dimostrato di sapere usare i social meglio di tanti concorrenti

Il locale
Prima qui c’era Baccarossa, elegante ristorante di mare con boiserie alle pareti e un certo charme. Ora, i tavoli sono vicinissimi, niente tovaglia, e l’acustica è quella perfetta… se vi piacciono le esperienze immersive nei discorsi degli altri. Ciliegina sulla torta: il bagno non è ancora a posto. Considerando la clientela costante, la cosa suona un po’ come “tanto chi ci va?”. Ma non è bello a vedersi
Il menu
È lungo. Forse troppo lungo. Ci sono pizze “uniche del maestro Capuano” (parole sue), pizze “che spopolano sui social” (e devi andare a vederle lì, mica sul menu), “avvolgenti”, “periodiche” e “tradizionali”. Escludendo quelle social, sono 32 pizze.
E no, non è facile gestirne così tante, soprattutto quando alcune sono in versione “ruota di carro” – che già ti immagini una margherita formato pneumatico da camion ma sono in realtà una versione larga e bassa.

Le pizze e il servizio
Opto per la “Provola e pepe”, vincitrice del 19° campionato mondiale, servita con “taglio e servizio exclusive”.
Exclusive? Io sto ancora cercando la differenza con le altre pizze. Forse il cameriere mi ha guardato negli occhi un secondo in più, ma dubito fosse quello. SUl taglio niente è pervenuto, me la sono tagliata io come fanno gli altri

La cottura? Non impeccabile. Anche la “Napolitudine” (provola, polpettine e ricotta) aveva i bordi bruciati e un fondo leggermente umido ed anche quelle che uscivano sugli altri tavoli erano nelle stesse condizioni. Ah, e quei 3 euro in più per la versione ruota di carro? Diciamo che non vale la pensa spenderli
Prenotazioni? Dimenticatele. Al telefono mi hanno detto: “Lei arriva e vedrà che il posto lo trova”. E infatti lo trovi… dopo aver guardato negli occhi altri dieci aspiranti clienti in fila. Il personale è un mix tra veterani rodati e apprendisti emozionati; tempi di attesa leggermente sopra la media, ma almeno non serve il sacco a pelo.

Conclusioni
Prezzi in linea con la media fiorentina, coperto a 2,50 euro giustificato da un bicchiere di prosecco servito mentre sei fuori ad aspettare… quando capita.
Per ora, più che un posto dove “si va a mangiare la pizza di Capuano”, sembra un parco a tema social-pizza con folla incorporata. Magari a settembre sarà tutto più oliato…








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