
Da gennaio il Vino Nobile di Montepulciano avrà la sua terza tipologia disponibile sul mercato: insieme al Vino Nobile annata e la Riserva, troveremo anche il Vino Nobile Pieve, termine che deve essere sempre seguito da una delle 12 UGA individuate nel territorio di Montepulciano.

Per la tipologia Pieve è stato introdotto un disciplinare più restrittivo, sia in ambito agronomico, che innalza all’85% la quantità minima di sangiovese (localmente denominato Prugnolo gentile), e possono concorrere fino ad un massimo del 15% gli storici vitigni complementari del sangiovese: canaiolo, ciliegiolo, mammolo, colorino. I vigneti utilizzati dovranno avere almeno 15 anni di età (per la prima volta in un disciplinare DOCG), e le rese in uva ad ettaro si abbassano a 70 quintali.
Sono state introdotte nuove regole anche in cantina, con un periodo minimo di maturazione di almeno 3 anni, di cui minimo 12 mesi in legno e altri 12 mesi in bottiglia. Ma le novità più interessanti stanno nell’individuazione di un limite massimo per i fenoli volatili e la presenza di una commissione interna al Consorzio per giudicare i vini atti a diventare Pieve.

Al di là delle regole, la menzione Pieve si pone come apice qualitativo della denominazione, ma nel suo essere va oltre l’attuale concetto di Gran Selezione del Chianti Classico ad esempio, e espande il concetto espresso dal Chianti Rufina Terraelectae che si lega a un singolo vigneto. Il Pievi punta sì ad innalzare il livello di qualità attraverso il nuovo disciplinare appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma la qualità si lega indissolubilmente al fattore territorio poiché l’unicità di ciascuna Pieve è proprio funzione del terroir diverso in cui ciascuna insiste, dato dalla somma di altitudine, suolo, esposizione, pendenza, microclima e non ultimo il fattore umano. Le 12 Pievi sono anche delle comunità, ognuna con la propria storia, usanze, racconti, sacerdoti. Le Pievi non sono il frutto di una divisione meramente geografica, sono il frutto della storia, che da un “villaggio” all’altro, da una Pieve all’altra, ha fatto e fa tuttora la differenza. Quella che si dovrebbe percepire poi nel bicchiere.

Come nasce il progetto Pievi? Il progetto è nato nel 2020, dopo una riflessione critica da parte dei produttori del Nobile, sulla crisi di una denominazione storica, a cui si imputa una mancanza di identità, che poi nei fatti si evidenzia nel posizionamento del Vino Nobile sul mercato. Un declino per certi versi “inspiegabile” se contestualizzato al territorio di Montepulciano, storicamente vocato alla viticoltura. Da qui il progetto Pievi, accolto con entusiasmo dalla maggioranza dei produttori di Montepulciano, che in qualche modo vuol fare da traino alla denominazione, ma che allo stesso tempo prova a chiarire i diversi caratteri del Vino Nobile in funzione della provenienza.
Come hanno illustrato in conferenza stampa il Presidente del Consorzio Andrea Rossi e poi il Vice presidente Luca Tiberini, si è trattato di riappropriarsi della storia di Montepulciano, colei che spiega poi le differenze anche nette tra un prodotto e l’altro. Una sorta di ritorno al futuro partendo dalla Pieve, che altro non è che l’espressione storica di un luogo (e del suo vino) con le sue numerose sfumature.
Quanto costerà una bottiglia di Vino Nobile Pieve? Questo ancora non è dato saperlo. In questo mese il Consorzio indicherà ai soci un prezzo “consigliato” sotto al quale non scendere, frutto di ricerche di mercato tuttora in corso. Di certo si collocherà in un segmento di prezzo alto e coinvolgerà il 5% delle bottiglie di Vino Nobile, che nel 2023 è stato di circa 7 milioni.

In degustazione ho potuto assaggiare tutte le 12 Pievi, un solo vino per UGA. Chiaramente questi assaggi sono troppo pochi per farsi una idea reale delle sfumature del vino in funzione della Pieve di origine. Le differenze ci sono, talora anche nette, ma sul singolo assaggio possono essere anche fortemente dovute alla mano/interpretazione del produttore. Semmai quella che si individua è la caratteristica comune ai vini che è quella legata al vitigno, il prugnolo gentile, che già al nome evoca il tratto che lega tutti i Nobile assaggiati: la gentilezza appunto. Gentilezza che si esprime in vini dal tannino sempre moderato, dal sorso garbato e amabile, che fanno del Vino Nobile uno di quei vini che ipoteticamente potrebbe mettere d’accordo molti palati. Di seguito le pievi in degustazione.
Pieve Ascianello Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2022- De’ Ricci
Pieve Badia Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Vannutelli
Pieve Caggiole Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Poliziano
Pieve Cerliana Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – La Ciarliana
Pieve Cervognano Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Le Berne **
Pieve Gracciano Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Tenuta di Gracciano della Seta**
Pieve Le Grazie Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Fattoria della Talosa
Pieve San Biagio Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 –Le Bertille **
Pieve Sant’Ilario Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Carpineto
Pieve Sant’Albino Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 –Vecchia Cantina di Montepulciano
Pieve Valardegna Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Avignonesi **
Pieve Valiano Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana 2021 – Tenuta Trerose **
I vini con l’asterisco sono quelli che mi sono piaciuti di più, ma la domanda resta: è la zona di Gracciano a dare vini cosi fini ed eleganti o è lo stile di Gracciano della Seta? Quelle note scure, minerali, sanguigne e meno fruttate possono esprimere il territorio di Cervognano, ma il tannino più serrato degli altri assaggi è funzione dell’argilla nel terreno o della mano delle Berne? Stesso discorso: la precisione, letta come grande equilibrio nella pieve di Valardegna è frutto dello stile indiscutibile di Avignonesi o della presenza di sabbie fini in questa UGA?
Un’ultima considerazione sul Nobile Pieve di Valiano, che mi è sembrato l’outsider della batteria in assaggio: un vino dai tratti chiantigiani di altura, nel suo essere esile, meno rotondo, trasparente, dai cenni di humus e sottobosco. In effetti dalla cartina Valiano si stacca dal corpo unico delle altre UGA poliziane, ma potrebbe trattarsi di una pura coincidenza. Le anteprime del Nobile daranno una risposta a tutte queste ipotesi. Forse.

Credits Consorzio Vino Nobile di Montepulciano








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