Il bello di insegnare è quello di avere contatto con generazioni di persone che potrebbero essere i tuoi figli ma, non essendolo, riescono ad essere molto più chiari ed espressivi in quello che sono i loro pensieri, più diretti, con meno filtri. Insegno cucina , ma in maniera teorica, è un confronto fra quasi adulti ed ho già parlato di loro in questo blog, come esempio di uno spaccato di una società cambiata, di come una scuola oggi tende ad avere difficoltà ad appassionarli, per un piano di studi che non riesce ad essere accattivante, a come oggi uscire di scuola con un diploma di maturità, che affronteranno tra poco, non sia assolutamente decisivo per il loro futuro. E’ divertente però capire come mangiano e chi sono i giovani di oggi: e scopri che quello che di solito detesti alla follia, per loro è normale alimentazione giornaliera. Qualche esempio? La glassa di Aceto Balsamico considerata quale ingrediente nobile di alcuni piatti,(sic!), un prodotto che per me è indice di qualunquismo e genericità. La pasta con i wurstel e la panna, della quale parlo qui, quale cibo preferito del dì di festa. Il carpaccio, condito con la suddetta Glassa (ahimé!!). I tortellini panna e prosciutto, e magari piselli, quale pietanza dei momenti importanti, e magari preparati con piselli in scatola, panna da cucina e spalla cotta. L’insalata di riso, dove i sottoli sono quelli dei condimenti già pronti, la maionese impera anche se non dovrebbe, il formaggio non è mai fontina ma piuttosto Edamer. Ma come mangiano le nuove generazioni? Fast food, all you can eat, apericene (ebbene sì anche quelle!!!) sono i luoghi frequentati, dove andremo di questo passo? E magari scelgomo le pizzerie dove le pizze sono non lievitate senza mozzarella vera ma succedanei, fra i primi le penne sono preparate con i ritagli di salmone e la panna, magari con spruzzatina di uova di lompo..è tutto vero, mangiano esattamente quello che vi ho scritto. Sarà uno spaccato parziale quello da me descirro, dovuto al fatto che forse nessuno ha in casa qualcuno che trasferisce il proprio sapere culinario, ma la situazione non è affatto felice. L’orgolio di mangiare cibo spazzatura è alto e non accenna a diminuire
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