Burrata ovunque, basta! Quando anche la regina dei latticini diventa un cliché

Ah, la burrata. Si presenta morbida, cremosa, lussuosa. Un tempo gioiello della Puglia, oggi regina dei feed Instagram americani di tutti gli influencer che si rispettino . Ma siamo sinceri: siamo arrivati al punto di rottura. La burrata è buonissima, sì — ma ora è ovunque. E diciamolo: è diventata troppo.

Negli Stati Uniti, dove ogni trend gastronomico viene triturato, remixato e urlato a pieni polmoni in ogni brunch hipster da San Francisco a Brooklyn, la burrata è stata eletta a ingrediente feticcio. Te la servono su tutto: pizza, hamburger, avocado toast, tacos, gelato (sì, gelato!), perfino nei cocktail. Un’invasione lattiginosa degna di un film catastrofico: “Attack of the Killer Burrata”. In Italia è doventata complemento di ricette tradizionali come la pappa al pomodoro, per fare un esempio.

Ma che fine ha fatto il contesto? La burrata nasce come coccola elegante, un piccolo lusso da gustare con un filo d’olio buono, un po’ di pane, magari qualche pomodorino. Oggi, invece, viene sbattuta sopra qualsiasi piatto come se fosse una toppa gourmet per coprire la mancanza di idee in cucina. La carbonara è noiosa? Mettiamoci sopra una burrata. Il ramen non è abbastanza fusion? Burrata. Il sushi non è abbastanza virale? Indovina? Burrata. E non vuoi servirla insieme ad una tartare di tonno?

Eppure, i foodies americani la osannano come se l’avessero scoperta loro. “OMG, it’s like mozzarella… but better!” Grazie, Susan per la tua precisazione . In Italia la mangiamo da generazioni, senza bisogno di impiattarla sopra una tartare di wagyu con oro commestibile.

E attenzione, perché c’è un effetto collaterale serio: l’inflazione da burrata. Il suo abuso rischia di svilire proprio ciò che la rende speciale. Quando tutto ha sopra la burrata, nulla ha più davvero gusto di burrata. È la sindrome della truffa gourmet: tanto fumo (di bufala) e poco arrosto.

Insomma, cari amici oltreoceano (e anche voi chef italiani che inseguite la moda a colpi di latticini colanti), facciamoci una domanda: è davvero necessario? Non tutto ha bisogno di burrata. A volte basta un’idea. Altre volte basta un po’ di rispetto per gli ingredienti — e per chi la burrata la ama davvero, senza trasformarla in meme culinario. Troppo facile dire” Ma i clienti la vogliono, che cosa faccio di male? “: è vero, la tentazione è forte ma il corpo non deve essere debole!

Per concludere: viva la burrata, ma non la burritudine.

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