Nel vasto mondo delle erbe aromatiche, alcune piante restano spesso nell’ombra delle più celebri basilico e rosmarino. Tuttavia, dragoncello, cerfoglio e maggiorana custodiscono profumi e sapori unici poco conosciuti e da scoprire, che meritano un posto d’onore nella cucina di ogni appassionato. Scopriamo insieme le loro caratteristiche e i migliori abbinamenti gastronomici.

Dragoncello (Artemisia dracunculus)
Il dragoncello, noto anche come tarragone (dal francese “estragon”), è una pianta perenne dalle foglie strette e allungate, di colore verde brillante. Esistono due varietà principali: il dragoncello francese, più pregiato per uso culinario, e quello russo, meno aromatico. Il suo aroma è intenso e leggermente aniceo, con note che ricordano la liquirizia. Questa erba è l’anima di molte salse francesi, tra cui la celebre béarnaise, preparata con tuorli d’uovo, burro chiarificato e riduzione di aceto ed erbe aromatica. Al naturale è ideale per aromatizzare pollame da cuocere arrosto o in tegame, uova in omelette o strapazzate, pesce al forno e salse a base di burro o panna. Una spruzzata di dragoncello tritato fresco può trasformare anche una semplice insalata o una vinaigrette, creando una bella vivacità gustativa. Attenzione però alla cottura prolungata: il calore intenso può alterarne il sapore e per questo meglio aggiungerlo sul finale .

Cerfoglio (Anthriscus cerefolium)
Simile al prezzemolo nella forma, il cerfoglio si distingue per un aroma più delicato, che ricorda una via di mezzo tra anice e prezzemolo, con un tocco di finocchio. Ha foglie sottili, leggere e frastagliate, di un verde chiaro e brillante. È molto apprezzato nella cucina francese, specialmente nella miscela di erbe chiamata fines herbes (insieme a prezzemolo, erba cipollina e dragoncello). Il cerfoglio si usa rigorosamente a crudo o aggiunto a fine cottura per non disperderne il delicato profumo. Si abbina perfettamente a uova cotte barzotte o affogate , zuppe leggere di asparagi o carciofi, pesce cotto al vapore , insalate e burro aromatizzato. Ottimo anche per dare un tocco raffinato a patate novelle cotte arrosto e carote glassate

Maggiorana (Origanum majorana)
Parente stretta dell’origano, la maggiorana ha un profumo più dolce, caldo e leggermente balsamico, con note che ricordano la noce moscata e l’eucalipto. Le foglie sono piccole e ovali, ricoperte da una leggera peluria. Si può usare fresca o secca, mantenendo in entrambi i casi un aroma persistente. La maggiorana in cucina è estremamente versatile: esalta arrosti di vitello o coniglio, stufati di carni bianche , zuppe rustiche e piatti a base di legumi come lenticchie e ceci. È perfetta anche in piatti di verdure grigliate, sughi al pomodoro e focacce. Una spolverata di maggiorana su una pizza o in un ripieno di carne può fare la differenza. Essiccata, si conserva bene e mantiene gran parte del suo profumo.
Dragoncello, cerfoglio e maggiorana non sono solo erbe aromatiche, ma strumenti preziosi per aggiungere profondità, complessità e raffinatezza ai piatti. Il loro utilizzo attento e mirato può trasformare una ricetta semplice in una vera esperienza sensoriale. Il consiglio? Sperimentare, partendo da piccole dosi e lasciandosi guidare dal proprio palato.








Nessun commento