La luce che filtrava dalla finestra diritta sul viso l’aveva svegliata quasi all’improvviso e scoprire che fossero appena le otto, le fece realizzare che aveva dormito appena tre ore. Anzi no, considerando il tipo che si era portata a letto, le ore di sonno erano diventate un paio. Ma era lucida e tranquilla, quell’oretta ( incredibile ma vero!) passata a fare ginnastica da camera l’aveva messa in equilibrio.

Tutto era iniziato dal fatto che le amiche le avevano dato buca, ma non che fosse particolarmente arrabbiata, erano state una serie di coincidenze che si erano sovrapposte e che alla sua età non apparivano più come scuse ma come reali esigenze. Virginia aveva appeso definitivamente al chiodo l’attività al letto e trascorreva la serata di San Silvestro con i genitori, magari sognando la sua possibile esibizione di flamenco su un palco: stasera le avrebbe chiesto quando sarebbe stato il suo prossimo viaggio in Spagna. Rachele aveva trovato probabilmente il ragazzo giusto, più giovane di qualche anno, ma tanto per cambiare non si trovava in sintonia: lei che aveva fatto morire decine di pretendenti, una volta che ci sentiva un po’ ,trovava quello che la voleva solo come scopamica e non aveva voglia di intraprendere una relazione. La sera le avrebbe domandato come era trascorsa la serata.

Isotta aveva incontrato il coatto di turno: lei sempre in mezzo a poeti emergenti, scrittori giovani, pittori alla scoperta del proprio percorso, appena si trovava un uomo di poco cervello , dal fisico imponente, meglio se tatuato, calvo e dalle scarse capacità relazionali, cedeva in un attimo e si chiudeva anche per giorni in camera da letto per poi tornare alla vita. La sera sarebbe stata probabilmente libera e, se non esausta da una performance duratura, avrebbe fatto contente le amiche con racconti ricchi di particolari. Infine Camilla al ritorno di un lungo soggiorno su di un isola greca, dopo la separazione dal marito, sposato all’improvviso quasi per ripicca e mollato dopo pochi mesi, aveva deciso di trascorrere la notte di Capodanno in un luogo di meditazione, dandole appuntamento appunto alla sera del 1 gennaio. Di Eugenia poche notizie, era andata con il bipede Ermenegildo a trascorrere le feste in Messico, a scoprire le incredibili opere della civiltà azteca, della quale lui era un fine cultore, e sarebbe tornata ricca di cose da raccontare, molto incentrate sull’“io, io , io” ma sopportabili ogni tanto.

Lei si era trovata ad andare al cinema da sola ed aveva scelto un film thriller, onde evitare storie di amore che certo non le servivano, dopo la separazione avvenuta da poco con Gino, bravo ragazzo con la passione della bicicletta, ma senza un adeguato supporto culturale che le facesse sopportare l’incredibile pigrizia tra le lenzuola. Solo che all’uscita non si ricordava dove avesse messo la bici e trovò un ragazzo allegro, anche lui in sala come lei , da solo, che si mise a cercare il velocipede accompagnandola tra le stradine laterali, e furono così capaci di ritrovarlo a breve. Fu naturale fumare una sigaretta con lui e altrettanto facile fermarsi a mangiare un panino da un kebabbaro. SI era però scordata di come fece ad accettare l’invito ad andare a casa , l’immagine si era fermata al fatto che si era trovata volentieri bloccata nella cucina, l’anticamera di quello che sarebbe stata una sana attività fisica prolungata, che la fece dormire per quelle due ore il sonno del giusto.

Le dispiaceva andare via di soppiatto come aveva fatto mille volte, con David si era trovata davvero bene e non sentiva a necessità di scappare. Solo che le amiche sarebbero state a cena da lei, che aveva deciso di preparare la paella alla valenciana, e se non si fosse alzata e preparata,per poi prendere la strada di casa sarebbe stata dura per la sera. Decise di fare la doccia, pur se si trattava di una casa a lei ignota: la sferzata di acqua fredda le risveglio tutti i sensi, anche troppo, e decise così di rivestirsi in un attimo, meno male si era vestita con pantaloni calzini e felpa, l’idea di uscire di casa con autoreggenti, vestitino e tacco 12 non le sarebbe garbata troppo.

Fece il caffè e decise di portarglielo a letto, fregandosene di qualunque giudizio le potessero dare le sua amiche: arrivò, lo bacio, gli mise il caffè sul comodino insieme ad un suo biglietto: le sarebbe piaciuto rivederlo, finalmente un ragazzo con il quale non aveva timore. Lo salutò velocemente e mentre camminava sulla strada del ritorno, un dubbio l’assaliva per la sera: la paella doveva essere di solo pesce o quella classica con salsiccia e pollo? In cuor suo già sapeva, ma avrebbe deciso a casa.

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento