Potrei definirla una non recensione, una sorta di chiacchierata tra amici che non si sentono da lungo tempo. Ero a presentare il nuovo gusto di gelato, elaborato da 9 gelaterie fiorentine per la Biennale Enogastronomica all’ospedale Meyer d Firenze (luogo magico del quale vi parlerò a lungo in maniera dettagliata). Per la cronaca, il nome sarà “Mela d’Oriente” e, durante la Biennale, metà del ricavato andrà a favore dell’ospedalino (così viene chiamato a Firenze): la base è fatta con diospero, nome toscano del Kako..e vi immaginate perché a Firenze nessuno lo chiama così…Dopo la presentazione decido di andare a mangiare allo Zibibbo, aperto e gestito da sempre da Benedetta Vitali, cuoca sopraffina, che non finisce mai di stupirmi. E quindi, dopo una mousse di melanzane affumicate come stuzzichino da antipasto, mi sono lasciato andare alla gola e i tortelli ripieni di cozze conditi con butto, limone e pepe mi hanno conquistato, così come la scamorza fritta con pomodoro verde o degli spaghetti al formaggio valdostano vaccino Montagna 27(mai sentito lo giuro), una sorta di cacio e pepe nordista. Vini fuori dal coro. Che dire..andate a trovarla e non starete male di certo.

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3 Commenti

  1. Ciao Leonardo,
    sono contento che parli così dello zibibbo perché non tutti sanno il valore e il sapere culinario che si nascondono in quel ristorante.
    Bella atmosfera sospesa,cortesia,vini eccellenti e poi si mangia da Dio.
    Ti saluto e spero di vederti in giro al mercato della biennale o magari a cena dalla nostra amica benedetta.
    Emiliano

  2. sono un paio di anni che non ci torno ma credo che lo proverò nuovamente presto..ho dato un occhio al sito ma non mi pare aggiornato, ancora si parla del capodanno 2009, sai se il menu pubblicato invece è riferito alla proposta attuale?
    grazie!!

  3. Finalmente!!!!! Sono felissima che tu abbia parlato con affetto di Benedetta e dello Zibibbo. I più non lo sanno ma si mangia straordinariamente e semplicemente bene. Per chi fà ristorazione come lei cucinare, ospitare è più una missione che un lavoro e dare il meglio di sè scegliendo la strada della qualità in un momento in cui solo il prezzo conta è veramente dura.
    Bravo Leo!