Metti una spiaggia sull’Arno, due giorni di sole quasi estivo, una Firenze leggermente addormentata dall’Election Day e noi, ad esibirsi proponendo frattaglie: probabilmente Montalban sarebbe riuscito a immaginare un contesto simile per far mangiare dei piatti tipici a Pepe Carvalho, ed anche Tabucchi, in Requiem, certo non scherza..di fatto, con una comunicazione ridotta all’osso, considerato che le pagine dei giornali erano riempite da notizie legate alla politica, ci siamo avventurati. Ad accompagnare per due giorni la manifestazione l’installazione di Cinzia Boggian dedicata al cibo da strada fiorentino, il panino con il lampredotto. I primi due alunni che hanno proposto una ricetta che sembrava uscita da “Il silenzio degli innocenti”: cervello fritto panato con farina di 1958552_10204132548381758_3994525280745420936_nmais e pistacchi tritati, servito con spuma di cervello all’erba cipollina e mousse di barbabietole. Visto il successo, bastano pochi aggiustamenti per renderlo perfetto. Poi Marco Stabile che propone i palati del manzo, praticamente introvabili, poi Simone Fracassi ed il suo nero di chianina, un racconto piu che una ricetta, di un cibo da splamare sui crostini. I ragazzi di scuola tornano protagonisti con il lampredotto alla fiorentina sul crostone, Simone Cipriani del Santo Graal, con una ricetta a base di fegato, pan brioche e salsa olandese che farebbe resuscitare un morto, poi Marco di Cibusfaber che si inventa una cibreo modello francesina che mia madre quasi novantenne oggi prova a rifare , lei che lo fa da decenni. Chiude la giornata Giovanna Mencia con gli zampetti di vitello all’orientale, con curcuma e ceci, piatto da grandi amatori. La domenica è il turno di Luca Cai e del suo riso con fiori di zucca e lampredotto ai funghi, alle 11 di mattina, funziona da pifferaio magico: quasi nessuno quando inizia a parlare, dopo poco le sedie non bastano per contenere gli astanti desiderosi di assaggiarlo. Beatrice e Francesco interpretano dopo la frattaglia in veste giovanile, la lingua bollita e saltata messa nel panino con gli spinaci modello kebab poi si inizia con il pesce: Tommaso Cintolesi sbaraglia con le sue trippette di stoccafisso ai porri, Cristina Galliti fa 12431cfb-ef09-4274-829f-f7612edaf582conoscere il fegato di razza, le uova di branzino e quelle di sgombro, proposte come crostini, quindi Claudio Vicenzo, propone due piatti: le salsicce di rognone e un nasello ripieno del suo fegato ridotto a patè, impanato e fritto. Gran finale con Stefano Frassineti e il suo risotto con la coratella d’agnello e formaggio Guttus. Ringraziamenti a tutti: a Vetrina Toscana che ha permesso lo svolgersi dell’iniziativa, a Confesercenti Firenze per il supporto logistico, a Piazzart, che ci ha ospitato in riva all’Arno, a Roberta Perna e Sara Paoletti che mi hanno coadiuvato. Prima edizione? Spero proprio di sì..la prossima in inverno! Tra l’altro ho finalmente conosciuto Indro Neri, dle sito troppatrippa,com, in trasferta da Seattle a Firenze!

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