Mi sono chiesto per molto tempo, per quale motivo non esistesse un vino a marchio Coop; i prodotti a marchio sono quelli preferiti dalla clientela, per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, e trovando dai pelati al dentifricio, mi chiedevo perchè no il vino. Ora è arrivato, ma si tratta di un vino in tetrapak: in Inghilterra e in America, le grandi catene invece scelgono vini che poi etichettano con il marchio della catena, ma sono in bottiglia e non male. Proviamo a capire perchè?

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3 Commenti

  1. Qualche tempo fa ho voluto testare molti prodotti della Coop trovandoli buoni e curati. La qualità-prezzo è una delle migliori. Non ne sono certo ,ma mi sembra di aver visto qualche brik di vino?… specifico che però non ne sono sicuro! Due parole sulla pasta che comparata ad altre industriali tiene molto bene la cottura. In epilogo la spesa alla Coop è un buon investimento

  2. Già, è vero. E nemmeno la birra. Pensandoci bene nemmeno le altre catene italiano che hanno un marchio proprio hanno scelto un vino. Forse perchè risente molto dei gusti regionali e non è possibile sceglierne uno che vada bene dal Trentino alla Sardegna? Di olii però ne hanno diversi tipi..mah..
    Aspettiamo qualche intervento più autorevole…
    Quello però che vendono di ‘Libera’ (di cui hanno quasi l’esclusiva), ‘i cento passi’ della Coop. Placido Rizzotto’ è buono ed è una bella iniziativa…

  3. L’idea non è pazza. Anche se qualche problema potrebbe riguardare l’uniformità qualitativa del prodotto. Più semplice vendere con il marchio coop il sapone o il latte, dove la costanza qualitativa o di gusto può essere simile. Per il vino occorrerebbero due linee: una linea tipo “tavernello” e qui si potrebbe trovare una discreta uniformità. Una seconda linea di più alta qualità più interessante, potrebbero essere bottiglie con la scritta : prodotto e imbottigliato da “Tizio” per conto di Coop.
    Recentemente avevo fatto un contratto con un imbottigliatore di 140 Hl di vino di tre annate di Chianti Classico sfuso (2001, 2004 e 2005 tutte riserva) con idoneità, ma l’acquirente a un certo punto, non potendo pagare, ha praticamente rotto il contratto. Questi inconvenienti, per piccoli produttori come me, potrebbero essere superati con le vendite di piccole partite di imbottigliato per la grande distribuzione con, ripeto, la dicitura “prodotto e imbottigliato da Tizio per conto di Coop”.
    Fantasie?