Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi: indubbiamente i 50 anni del Vinitaly sono festeggiati a dovere dalle più alte cariche dello stato, con richiami evidenti al fatto che un settore trainante dell’economia possa servire ad esempio per altri: una bella immagine dell’Italia all’estero, visto che la maggior parte delle bottiglie prende la strada di altri paesi  Capita però che la visita passi quasi inosservata considerando le cose da fare alla fiera, dove il settore food sta assumendo un ruolo sempre più importante e davvero sembra rafforzare il messaggio dato dal vino. E non è che si asbagliato, considerando come, senza un’educazione al consumo responsabile, diventa difficile fare promozione, con le associazioni contro l’alcolismo che punterebbero subito il dito sull’informazione sbagliata. Di certo, a Verona, al primo giorno, molte meno persone ubriache negli stand o in fiera la selezione data da un biglietto caro, per i non addetti ai lavori, sta avendo il suo effetto. Intanto per oggi, attesi molti chef tra gli stand, da Valeria Piccini da Cecchi, a Uliassi da Velenosi, per non parlare di Vissani con Caprai. Mentre il mondo esterno va avanti, qui si continua a concentrarsi su cibo e vino

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