Ieri a fare la spessa alla Coop(ovviamente mica posso andare all’Esselunga…anche se in realtà ci capito!) vedouna bottiglia che mi guarda…mi avvicino e leggo…non è possibile “Vin Santo del Nonno”: MA COME? Tutte le aziende di vino toscane hanno dovuto cambiare il nome ai loro prodotti commerciali e questi vendono un Vin Santo a meno di 4 euro a bottiglia, come vino liquoroso, fatto quindi con vino bianco, aromi ed alcol così impunemente? Ma hanno registrato il marchio? Chi ne sa qualcosa in più da un punto di vista legislativo??







6 Commenti
Non vai all`Esselunga ovviamente perché sei politicamente catalogabile come di sinistra e Caprotti … non proprio. Guarda che qualcuno ci crede.
sarà di una marca propietaria Coop e quindi come tale almeno in toscana non soggetta alle leggi che valogono per tutti gli altri..;-)
@alfonso
Lo so che qualcuno ci crede…l’ho scritto apposta:-)))
@andrea
Nero, quando sei così eccessivo, sei stupendo.
non dimentichiamoci i “vin novo de i nonno nanni”
i primo novello sul mercato.
Che sia poi lo stesso dello stracchino? 🙂
Ad oggi il termine Vin Santo, a quanto mi risulta, non indica una tipologia di vino, ma un metodo. Questo marchio quindi si può utilizzare anche per un prodotto ottenuto con l’aggiunta di mosto concentrato o alcol etilico, deve però riportare la dicitura “vino liquoroso” solo con la DOCG si attesta il “vero” vinsanto.
Lo si può chiamare anche spuma, tanto nessuno se ne accorge.
http://andreapagliantini.simplicissimus.it/2008/04/29/vin-santo-del-nonno/