Qualche tempo fa vi ho informato che stavo andando alla premiazione che il comune di Fiesole organizzava per Bibi Graetz, che ha raggiunto il punteggio di 98/100con il suo vino, “Testamatta”, prodotto al Castello di Vincigliata. Un annuncio sereno, anche di chi è contento che un amico raggiunga un risultato professionale interessante. Sopita la vicenda, arrivano  gli articoli di Franco Ziliani e di Luciano Pignataro nei rispettivi blog, e si alzano polemiche a non finire. Per come la vedo io, la vicenda è stata presa a pretesto per stigmatizzare comportamenti poco virtuosi delle pubbliche amministrazioni, con spreco di denaro pubblico, che qui non c’è stato! Ho cercato di chiarire la vicenda con un intervento, ma poi ha preso una strada ancora diversa, legandosi ad un’idea di provincialismo italico che festeggia solo quando sono gli americani a dirlo. Non credo che il vino in questione sia nelle corde dei mie colleghi, ma questo grazie a Dio, rientra nel libero diritto di critica. Mi sembra però che la vicenda sia stata presentata male, perchè chi era presente all’iniziativa si è reso conto che è stato un momento di festeggiamento divertente, sereno, senza supponenza alcuna.  Sto pensando alla pubblicità gratuita per Bibi…Va bene, ridiamoci sopra:-)))

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8 Commenti

  1. nessuna confusione Leonardo! Che si sia speso o meno denaro pubblico (ma l’ufficio stampa del Comune si é occupato di pubblicizzare questa cosa e quindi un dipendente si é occupato di cose che non dovrebbero essere di competenza di un Ente pubblico) resta il fatto che é ridicolo, provinciale, assurdo, che un’Amministrazione organizzi un evento per festeggiare il fatto che un’azienda che risiede sul suo territorio abbia ricevuto 98/100 da Wine Spectator. E chi se ne frega, verrebbe da dire! Ma c’é qualcuno che attribuisce importanza ad una cosa che di importanza, in realtà, ne ha ben poca…

  2. Sono toscano, sono in qualche modo nel vino da diverso tempo e sò come che un’occasione del genere è troppo ghiotta per non mettersi in mostra e fare una festicciola: qualche comunicato stampa e qualche tv locale che non manca mai e vai col brindisi.
    Però, se il Vangelo è sempre quello di San Giacomo, anche un passionista di vino come me alla fine diventa ateo.
    La questione, hanno ragione Franco e Luciano, non è di costo, ma di cultura e vassallaggio (questo lo metto io).

  3. Ziliani si arrampica sugli specchi… ora siamo a parlare di un dipendente che ha speso del tempo (quanto? un mese di lavoro???) per pubblicizzare l’evento…
    Se poi prendere 98 punti su Wine Spectator (punteggio piu alto in Toscana, mi pare) ha ben poca importanza facciamolo dire a un produttore di vino.. non ad un giornalista.
    Mi sembra ridicolo non ammettere che, volenti o nolenti, la portata degli articoli e dei ratings di spectator e’ enorme e ricade su milioni di lettori in tutto il mondo.
    Ziliani, si rilasssi, magari con meno polemiche futili riuscira’ anche lei ad avere lo stesso peso mediatico.

  4. secondo me la polemica di ziliano è pretenziosa perchè credo non abbia motivo di esistere. ho letto gli interventi ho provato a postare il mio commento ma mi è stato precluso. sono d’accordo con leonardo è solo confusione..

  5. sono sbalordita! ma che polemica ottusa ed inutile…
    ho letto nel blog di ziliani la smentita dell’azienda: le spese le hanno pagate loro e villa san michele per cui molto rumore per nulla.
    peraltro quello che mi sconcerta è che ziliani davanti alle intelligentissime repliche di andrea gori (non lo dico perché lo conosco e lo stimo ma perché mentre leggevo il suo post, senza avere letto la firma, pensavo che era la cosa più sensata che si potesse dire al riguardo) e di michele di testamatta non prende atto di aver sbagliato prospettiva ma passa alle offese personali…complimenti davvero!

  6. Alcuni personaggi che hanno avuto meriti sono stati fatti cavalieri della repubblica. Qualche cavaliere è inquisito o prescritto… errore della repubblica? Mi sembra che premiare i meriti sia previsto e, a volte, conveniente. Sul merito assoluto è un altro discorso. La discutibilità dei giudizi di wine spectator è un blog in divenire.