Gli amanti del pesce si definiscono tali pensando unicamente a quello pescato in mare. Il pesce di acqua dolce, eccetto poche eccezioni, non viene mai considerato a sufficienza, ritenuto sempre il fratello povero di quello marino, adatto per lo più a soddisfare le sopite voglie di vecchietti in riva al lago. E’ grazie alla pesca, organizzata  nei fiumi e nei laghetti che circondano le città che le trote hanno acquisito un’importanza maggiore nel panorama gastronomico. I martin pescatori della situazione, contenti di riempire il cestello di innocenti prede, tornano a casa tronfi di tanta presunta maestria nell’arte della pesca ed obbligano le dolci compagne ad un lavoro di smisurata fantasia culinaria per proporre a tavola, in maniera sempre diversa, le abituali trote. La versione base del pesce viene cucinata quasi sempre in padella, con burro e salvia, mentre la varietà salmonata, ultimamente sempre più gradita per le sue carni rosee dal gusto deciso, viene proposta al forno. Tra i metodi appartenenti alla cucina classica internazionale si può  ricordare la cottura “al bleu”, largamente utilizzata negli alberghi in riva al lago, che disponevano di un vivaio riservato. Al momento dell’ordinazione, la trota veniva ammazzata e messa a sobbollire in un brodo all’aceto piuttosto ristretto, che donava alla pelle un colore azzurro piuttosto acceso. Il sapore delle carni, in verità, non ne acquistava molto in bontà, ma come si può facilmente immaginare, contava più la forma della sostanza. Tolti questi semplici metodi, diventa difficile  trovare soluzioni innovative:la mousse di trota può essere una valida alternativa, aromatizzata con l’erba cipollina e cotta in forno, servita con una salsa di yogurt. Troppo creativa? Rassegnatevi allora, al pallido filettino slavato:forse  vi servirà per la vostra dieta dimagrante!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 Commenti

  1. Il fatto e’ che la trota e’ uno di quegli esseri viventi per il quale il sapore, le consistenze, i profumi etc etc sono fortemente condizionati dal fatto che si tratti di un eseplare di allevamento o pescato nei laghetti artificiali a pagamnto o pescato nei torrenti. Le trote pescate nei laghetti artificiali, avendo spesso snaturato le proprie abitudini di predatori spesso hanno sapore di melma…quelle di allevamento il piu’ delle volte non sanno di niene e sono piuttosto grasse…RICORDIAMO CHE LA TROTA E’ UN PREDATORE!!!! Negli allevamenti sono cresciiute a mangime…nei laghetti vanno avanti a mais e se gli va bene bigattini in acuqe pero’ per lo piu’ stagnanti laddove la trota ha come abitat ideale i torrenti di alta montagna…
    Il piacere ed il gusto che si prova nel mangiare una bella FARIO fresca di pesca in torrente e’ qualcosa di indescrivibile…non ci vuole molto…un pezzo di alluminio, due fettine di pancetta tesa…un po’ di sale e pepe..erbe aromatiche e se ce l’avete due funghetti….preparate un bel cartoccio, accendete il fuoco….e poi sotto i carboni si compira’ il miracolo!!!!

  2. trota alimento nobile ed economico
    filetti di trota fario passati in farina uovo e pangrattato saltati in padella con dell’olio accompagnati con Ratatouille di verdure e cremina di funghi porcini….supreme
    comunque:
    spesa di oggi:
    2 orate di licata
    un salaparuta
    cicoria
    4 scampi
    spaghetti
    pomodoro
    2 calamari
    quindi per due persone costo 60 euro
    il mondo è impazzito
    e i nutrizionisti invitano giustamente a mangiare il pesce fresco…si va be la famiglia media compra merluzzo congelato e vino in Tetra Pak
    come si risolve la questione? Boooooo!!!!!
    felicità ai fornelli

    voto a questo mio commento direi 7

  3. In questi anni di frequentazione per cucine, mense, angoli cottura vari ho visto la trota preparata in tantissime maniere. Che dire, la trota, a mio avviso, è un pesce che va realizzato in maniera molto semplice e servito al naturale. Intanto come sauce di abbinamento direi una olandese e non la solita maionese. Altro errore è degustarla rovente, appena cotta. Quindi, cottura – bollita [con il solito mazzetto guarnito piu’ limone e alloro, poco vino bianco] – servita con sauce olandese e patate tornite al vapore e poi prezzemolate.