Le uve sono ancora da cogliere dalle viti, ma già sappiamo con certezza come sarà la vendemmia 2013. Si ripete ogni anno questa tradizione, quasi fosse una sorta di oroscopo enologico da compilare per i posteri, salvo poi osservare come nel passato, così come succede agli astrologi, tante previsioni sono state sonoramente sconfessate dalla successiva evoluzione dei vini in bottiglia. Gli esempi più lampanti derivano da annate come il 2002 ed il 2003, piovosa la prima, arida la seconda, considerate rispettivamente scarsa e grandiosa, che nel tempo hanno avuto un’evoluzione nettamente contrapposta: migliore la prima, piuttosto in calando la seconda, il che le ha portate a raggiungere uno stadio di mediocrità paritario. Per capire però, come si arriva a decidere il momento migliore per la raccolta delle uve si deve fare un passo indietro..ma non possiamo svelarci il trucco. L’annata 2013 è stata stupenda, regolare, senza intoppi ed i benefici sono arrivati evidenti. L’inverno ha avuto temperature medie , provocando un anticipo delle varie fasi di germogliamento e fioritura piuttosto netto, ed anche rischioso. La pioggia e le grandinate che si sono abbattute hanno sempre riguardato i filari di vite del produttore confinante hanno portato i tempi di maturazione a subire una diminuizione della produzione, ma questo, giocoforza, porta indubbiamente ad una migliore qualità delle uve! In definitiva, si può quindi affermare che, per quanto raccolto sinora, l’annata 2013 si presenta in ottima forma. Se poi la quantità di vino prodotta sarà uguale agli altri anni, abbiamo sbagliato per difetto!
Credits lindipendenza.com

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