Che qualcosa sia cambiato, lo testimoniano i tanti articoli di giornale che trattano di cucina vegana: nel mio piccolo tre allievi hanno portato agli esami di maturità una tesina sulla cucina senza prodotti di origine animale,con due di loro che hanno affermato come abbiano abbracciato totalmente questa filosofia alimentare. Un’altra studentessa che racconta come il gelato sia stato prodotti con latte di riso, un amico che mi invita a cena e allestisce un pasto senza carne, pesce e derivati, una collega degli esami di maturità che si professa anch’essa vegana…gasp! Certo, per uno che ha un blog che tratta di sole frattaglie è una cosa che fa pensare, a suo tempo, quindi 5 anni fa,  mi sono beccato le critiche per avere contestato la sagra del seitan ed oggi me lo vedo scritto e propinato in tutte le salse, con una crescita positiva del modo di cucinarlo, in maniera sempre più appetibile. Pietro Leemann è apparso per molti anni un profeta nel deserto, il suo ristorante una estrosa eccezione rispetto al credo culinario imperante nel mondo della cucina di alto livello, oggi rappresenta il “grande vecchio” del movimento, riuscendo a far capire come mangiare vegano non vuol dire mangiare in maniera noiosa e abitudinaria, anzi: rappresenta uno stimolo per cercare nuovi ingredienti, inventare nuove preparazioni, sperimentare cotture alternative. Impone uno sforzo ma è indubbiamente salutare dover pensare ogni giorno a cosa mettere a tavola, troppo facile rigenerare un surgelato, acquistare un panino senza curarsi della farcitura. Ho assaggiato, nel corso degli esami, tiramisu e cheese cake prodotti senza mascarpone,philadelphia, robiola ed uova, la parmigiana di melanzane con mozzarella ottenuta da latte di soia, il millefoglie con verdure croccanti ed ho guardato la faccia dei ragazzi che sprizzava un entusiasmo obiettivamente sopito a lungo. Lungi da me l’idea di abbandonare la passione per le frattaglie, il piacere della fiorentina, la fragranza del pesce fresco..certo però che ripensare in maniera divertente e gioiosa all’alimentazione senza “cadaveri”è stata una scoperta affascinante Credits veganfoodpyramid.com

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4 Commenti

  1. Mi propongo da tempo la visita ad un mattatoio.
    Temo (e ne son convinto) che molti altri, a partire da illustri personaggi del mondo della scienza (come hofstadter), diverrei ben presto anche io vegetariano/vegano.

  2. Il meglio della settimana in cui l’orgoglio vegan-vegetariano sta scalando posizioni ovunque | OpenDrink ha detto:

    […] [Foto: veganfoodpyramid.com via Quinto Quarto] […]

  3. vegetariana si ma vegana, mai. Perchè poi tutti quei surrogati? La parmigiana falla con le melanzane, pomodori e basilico, perchè mettere una finta mozzarella?
    Se non ti piace la crne , perchè finti hamburgher o wuestel?