A Terra di Seta convivono in grande equilibrio le tecnologie più raffinate con il rispetto per l’ambiente e una conduzione attenta alle esigenze della contemporaneità con le secolari regole alimentari della cultura ebraica

Terra di Seta si estende per 46 ettari nel Comune di Castelnuovo Berardenga, poco a nord di Siena, nel paesaggio tipico rurale toscano, fatto di boschi, vigne e olivi. Maria Pellegrini e Daniele Della Seta hanno acquistato la proprietà nel 2000; sette anni dopo viene ultimata la costruzione della nuova modernissima cantina e vede la luce la prima annata di vino con etichetta Terra di Seta.

Maria e Daniele vivono qui e si occupano personalmente della vigna, della vendemmia, della produzione e della vendita di vino, dell’agriturismo articolato nella casa colonica del ‘700 e nell’annesso agricolo, delle visite e delle degustazioni.

I 15 ettari di vigneto sono riuniti in un corpo unico che si estende intorno alla cantina. Le uve – da queste parti sarebbe stato difficile il contrario – hanno un forte accento toscano, essendo prevalente il sangiovese, con oltre 15 cloni diversi, che qui risente dell’altitudine, perché l’azienda, pur essendo nella zona più a sud del territorio di produzione del Chianti Classico, si trova a circa 500 metri di altezza, circondata da boschi, sulla cima di un poggio. Terra di Seta è certificata biologica dal 2001. La conduzione si basa sulla coltura attenta delle viti e degli olivi, la potatura mirata di ogni singola pianta, l’uso di prodotti organici e inerbimenti, l’utilizzo di pratiche quali il sovescio che rendono le piante più resistenti alle malattie e aumentano la componente organica del terreno e la naturale fertilità dei suoli. Il risultato più evidente di queste scelte è il mantenimento della biodiversità: in azienda si trovano moltissime piante e fiori del territorio e numerose specie di uccelli e animali selvatici. L’azienda, inoltre, produce e utilizza energia alternativa attraverso impianti fotovoltaici e solari.

Terra di Seta inoltre è l’unica cantina in Italia (in Europa sono attualmente soltanto due) la cui intera produzione vinicola, dal 2008, gode della certificazione Kosher, che garantisce l’idoneità del vino ad essere consumato da persone osservanti di religione ebraica, in accordo con regole alimentari controllate dall’ente di certificazione.

La produzione media annua attuale è di 50.000 bottiglie, di cui 40.000 di Chianti Classico nelle tipologie annata, riserva e gran selezione. Tutti i vini, grazie anche al supporto dell’enologo Enrico Paternoster, esprimono elegantemente la loro territorialità. Tra quelli presentati nel corso di una recente degustazione, la riserva 2016 offre aromi di frutta rossa e cannella che in bocca si traducono in una freschezza straordinaria con tannini suadenti e grande gastronomicità; quella 2019 al naso ha note balsamiche lievemente ematiche, al gusto forte avvolgenza giustamente tannica e ottima consistenza che rinvia alla prugna matura. Nella gran selezione 2016 i sentori minerali e di sottobosco accompagnano in bocca una freschezza balsamica con tannini mito fini; mentre nella 2018 all’olfatto prevalgono le note speziate, in bocca grande vellutatezza di frutto pieno.

www.terradiseta.it

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