Immaginatevi di tornare indietro nel tempo, una bacchetta magica vi riporta ai favoli anni Sessanta. Mi è capitato ieri, entrando da Sabatini, un nome che ha fatto la storia della ristorazione in città, da lui sono passati in tanti, compreso Giorgio Pinchiorri. Un ristorante da 180 coperti, divisi in molte salette, anche a piani diversi, con quello che ne consegue da un punto di vista di spostamenti:tenete conto che il servizio viene ancora fatto al carrello! Camerieri in smoking anche all’ora di pranzo, ambiente retrò, un menu che sembra uscito da un film sulla Dolce Vita: Cannelloni Doria  (Sic!), omelette vari gusti, ribollita(!) ma anche risotto agli asparagi e spaghetti alle vongole. Conviene vedere all’opera il cameriere in sala: tartare fatta al momento impeccabile, rognone trifolato stupendo, forse conviene andare in questo locale come si entrasse in un museo. Anche la carta dei vini è demodé, i bianchi senza annata, i rossi con grandi sbalzi tra una e l’altra. 5 euro di coperto senza senso(niente appetizer, stuzzichini offerti, i grissini imbustati con il pane) e poi anche nel conto una sorpresa..pagare con la carta di credito senza POS, con la vecchia ricevuta di un tempo! 60 euro senza vino!

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3 Commenti

  1. mi sono sempre chiesta come fosse…
    davvero una specie di museo, senz’altro meno “insignificante” di tanta ristorazione moderna…

  2. non sono mai andata ma forse perchè già qualcuno mi aveva detto qualcosa del genere..behh..dire un locale storico a questo punto visto quello che ci dici..è minimizzare allora 😀