Tutta la regione è un fiorire di spumanti da vitigni anche molto diversi, frutto di ricerca e di passione. L’occasione per conoscerne alcuni tra i migliori è a Villa Olmi, il prossimo 12 aprile

Fino a poco tempo fa, quando si pensava allo spumante, il pensiero correva subito al Veneto, patria del Prosecco; al Piemonte, terra dell’Asti e del Moscato, oggi un po’ decaduti; alla più recente nobiltà dei Trento e dei Franciacorta; all’Oltrepò Pavese. Da qualche anno, anche la nostra Toscana – ritenuta regione d’elezione dei rossi – riserva sorprese piacevolissime nel mondo delle bollicine. E non si tratta certo di un fenomeno del tutto recente: quasi duecento anni fa il marchese Cosimo Ridolfi, nella sua Memoria sulla preparazione de’ vini toscani dedica alcune pagine allo Champagne e ai tentativi nostrani di fare spumante, all’epoca concentrati soprattutto a Montalcino col Moscadello.
Tornado ai nostri tempi, non c’è zona della regione che non si sia cimentata nella difficile arte della spumantizzazione. La bollicina è allegra, disseta ed è estremamente versatile negli abbinamenti; e il fenomeno dei vini mossi da uve territoriali cresce e si sviluppa insieme a quello che privilegia l’uso di vitigni più internazionali. Così accanto agli spumanti da sangiovese e trebbiano, abbiamo l’opportunità di conoscere quelli da syrah, da pinot nero e pinot bianco, da chardonnay, da moscato. Tra piccole ma importanti attività di studio da una parte e numeri che cominciano ad essere interessanti dall’altra, ecco in tutta la Toscana un fiorire di spumanti da vitigni anche molto diversi, frutto di ricerca e di passione, con esiti a volte inaspettatamente notevoli. Tra di essi, prodotti sia col meto
do classico che con lo charmat (o Martinotti o italiano), prevale il bianco, con le sue innumerevoli declinazioni; ma cresce il rosè, soprattutto da vinificazioni da uve a bacca rossa. I motivi di questa proliferazione di spumanti vanno innanzitutto rintracciati nella ricchezza del patrimonio vitivinicolo regionale, poi nella tendenza alla sperimentazione di molti vignaioli e, non da ultimo, nell’effetto trascinamento in cui molti produttori sperano sulla scia dell’enorme successo del Prosecco e di altri famosi spumanti italiani. È ovvio che nessuno può pensare di arrivare seppur lontanamente a quei numeri; ma tenendo conto che si tratta quasi sempre di produzioni limitate, non è difficile ipotizzare per ciascuno di coloro che si cimenta con le bollicine un successo che possa partire anche con piccoli quantitativi.

L’appuntamento per conoscere da vicino alcuni dei migliori esempi di spumanti toscani è dalle 19.20 di giovedì 12 aprile a Villa Olmi Resort, via degli Olmi 4/6, Firenze. La degustazione di 9 spumanti, guidata da Leonardo Romanelli, avrà inizio alle 19.45. un’ora dopo cena gran buffet e degustazione degli altri vini presentati dai produttori. Il costo è di 30 euro a persona per la degustazione guidata, la cena e gli assaggi dei vini; o di 25 euro per la cena e gli assaggi dei vini.

Ecco i 9 spumanti in degustazione:
Il Borro Bolle di Borro
Tenuta Buonamico Nuovo Particolare Brut Rosè inedito NV
Colle Bereto Colle B Rosè
Carpineto Farnito Chardonnay Spumante Brut
Poggerino Spumante Rosé 2011
Cupelli Spumante Brut Metodo Classico L’Erede
Baracchi Brut Rosè Metodo Classico
Felsina Spumante Brut Metodo Classico
Dianella Maria Vittoria and Ottavia IGT 2016 Sangiovese rosato ancestrale

Info e prenotazioni Villa Olmi Resort, tel. 055 637710; frontdesk.villaolmi@toflorence.it

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