Qualche anno fa in Toscana venne lanciato il binomio “Wine&Fashion” dove si univa una zona di produzione di vino, il Chianti Rufina, con i luoghi privilegiati dello shopping modaiolo come gli outlet. Il pensiero mi correva a questo quando ho pensato alla manifestazione appena conclusa a Firenze, Pitti Uomo . Sono sempre più numerosi i legami che si intersecano tra questi due mondi, senza dimenticare il cibo, considerando poi il gran numero di eventi a sfondo gastronomico che in questi giorni hanno dominato la scena,  per gli amanti della nightlife fiorentina. L’anteprima della manifestazione è stata caratterizzata dalla cena del marchio Belfe, che ha innalzato una passerella di erba vera in mezzo ai tavoli di una sala di piazza del Carmine per la sfilata dei suoi capi, facendo servire agli ospiti pappa al pomodoro nella coppa Martini da cocktail e risotto al  ragù di cinta senese e salvia fritta. La boutique Luisa in Via Roma è stata protagonista di più eventi: in uno di questi si è distinta per una scelta di menu etnico, che ha visto come piatto principale il tabulé, versione francese  fredda del cous cous. Il luogo è stato scelto anche da Renzo Rosso della Diesel per fare l’aperitivo prima della mega festa alla ex Dogana. In questo caso ha rinunciato al suo vino per festeggiare l’evento a base di spumante Franciacorta. Una vera oasi rispetto alla confusione della Fortezza è stato lo  studio della creativa per eccellenza del mondo del vino, Simonetta Doni: è riuscita a creare un incrocio di eccellenze gastronomiche come Alessandro Frassica di ‘Ino, bottega gastronomica di qualità, Marco Stabile del ristorante Ora d’Aria e tre produttori di vino come Barone Ricasoli, Icario e Cecchi che hanno così allietato gli ospiti modaioli, sottolineando il sottile legame che unisce mondi  all’apparenza diversi. Per l’occasione è stato presentato il modello di grembiule cucito con le etichette nate dall’estro di Simonetta, preparato da Paola Gandini, creatrice di una innovativa linea di foodwear, rivolta alla ristorazione, all’hotellerie, al “servire con stile”. Finiti gli eccessi delle modelle a bagno nelle vasche colme di champagne, ricoperte di cioccolata fusa a stimolare pensieri erotici, vestite con frutta e verdura in modo che lo spogliarle fosse un preliminare adatto solo per  uomini affamati(sic!), oggi si torna ad apprezzare il giusto esaltare di forme e colori del cibo, che si scopre sempre più oggetto di design, in una parte di mondo che non ha più fame e che, come per la moda, si fa forte dell’idea di stupire gli occhi prima del resto. Anche se i lamponi ripieni di gelato addentati da Isabella Ferrari ad una festa in Via Strozzi davano la carica di sensualità solo dopo il primo morso..provare per credere!
 

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