Quasi scandalosi nel nome quanto morbidi e delicati all’apparenza. Si ha quasi paura a toccarli, al primo sguardo, da come appaiono fragili e indifesi, salvo poi mostrarsi sicuri e convincenti dopo il primo assaggio. Stiamo parlando di oscuri oggetti del desiderio alquanto gastronomico: gli “gnudi”, gnocchi di ricotta e spinaci che sono proposti in molte trattorie toscane.Il nome, a prima vista insolito, deriva dal fatto che l’impasto con cui sono preparati è lo stesso dei ravioli di magro, così appellati perchè preparati il venerdì, giorno in cui la carne era assolutamente bandita. Quello che cambia è la pasta che li avvolge, piuttosto sottile e leggermente ruvida per i ravioli mentre per gli “gnudi”…non c’è! Chiamati anche in altri modi, come ad esempio “strozzapreti”, questi gnocchi  sono originari del Casentino, ma ormai vengono proposti un po’ dappertutto in Toscana. Classico esempio di ricetta semplice, quasi stupida,  ma che ha bisogno di ingredienti freschissimi per riuscire bene. Alla ricotta viene aggiunta la verdura lessata e passata, uova, parmigiano e spezie; per farli in casa non occorre altro, solo un po’ di farina per amalgamarli meglio e per infarinare  le mani quando si formano. Un tuffo in acqua bollente e, quando vengono a galla, presi con la retina e conditi con burro, salvia e parmigiano. Elementare, verrebbe da dire, ma le insidie sono nascoste dove meno ci si aspetta: basta che l’acqua non sia troppo calda per veder disfare gli gnocchi in un attimo. O che il burro rimanga un secondo di più sul fuoco per dare un sapore amarognolo alla salvia.  Si possono condire anche con salse diverse, ma è meglio non eccedere con i sapori forti, poichè si andrebbe a perdere la loro caratteristica fondamentale, il gusto lieve e profumato Va bene una salsa di pomodoro leggera, della besciamella con formaggio, ma non certo un sugo di carne, che annullerebbe ogni componenete aromatica. Anche le salse proposte in molte pizzerie, con tanta panna e affettati dal sapore marcato come speck, bacon se non anche prosciutto crudo, dovrebbero far pensare. Probabilmente vanno a coprire materie prime di non eccelsa qualità.  Meglio allora quando nascono alternative basate sempre su ingredienti del territorio. E’ il caso del cavolo nero, che va a sostituire gli spinaci, o quando il condimento viene preparato utilizzando pecorino fresco ed olio extravergine di oliva.

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3 Commenti

  1. direi che forsei i migliori che ho provato li ho mangiati (con ricotta di bufala, senza spinaci) da marino a serravalle pistoiese: veramente gnudi, un trionfo di sapori semplicissimi …