Lei dice di non essere una blogger gastronomica, ma con 126 ristoranti più una serie di locali da “sera” recensiti rappresenta bene la realtà enogastronomica fiorentina: parlo di Elena Farinelli, conosciuta come nelli che nel suo blog descrive gli avvenimenti in corso a Firenze. Mi aveva incuriosito la sua recensione a questo locale e ieri sono riuscito a visitarlo, complice una giornata favolosa. Si tratta di un bel recupero di un vecchio negozio di alimentari, che svolge ancora questa funzione per quanto riguarda salumi e formaggi. Le pietanze sono sistemate nel bancone, si sceglie osservando o scorrendo il menu (peccato sia messo solo fuori). Pochi i posti  a sedere, il che obbliga anche a qualche attesa, ma dovendo mangiare direttamente sul bancone, non è che le persone sostino troppo a lungo. Preso una vellutata di cavolfiore, buona cremosità e dal gusto sostenuto, un classico lampredotto con salsa verde e delle polpette rifatte nel pomodoro, molto “materne” come gusto, non troppo deciso. Non è un caso, visto che a cucinarle è la mamma del titolare, insieme a lui dietro il banco a servire i clienti. Il vino lo si sceglie anc’esso “a vista”, preso un gewurztraminer discreto. Cortesia assoluta dei due gestori,davvero gentili. Qualche appunto viene da farlo sul servizio lento, che dipende però da una organizzazione da rivedere, con le stoviglie messe molto lontano dal banco. E poi, tra i piatti presenti un “peposo” , che non era tale, essendo uno spezzatino con il pomodoro (aaghh!). Spesa, con tre piatti(comprensivi di contorno), due bicchieri di vino, acqua 30 euro.

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8 Commenti

  1. Locale meraviglioso, anche architettonicamente,
    assolutamente attuale.
    Peccatissimo per il finto peposo, ma ormai è un po’ una tendenza chiamare qualsiasi spezzatino “peposo” non credi?
    A proposito di nelli: niente da aggiugere, eccellente divulgatrice.
    Un saluto

  2. l’ho visto solo da fuori ma di sicuro lo voglio provare, concordo con chi mi precede…assolutamente attuale.
    però ad una cultrice del vero peposo come me – sono stata anche all’impruneta ad assaggiare quelli preparati dai vari rioni per la gara del peposo – l’idea dello spezzatino al pomodoro fa davvero orrore!

  3. Secondo me non è malafede. è vera “ignoranza” della materia, il peposo rimane uno stufato nel vino per ovvi motivi: non si poteva fare soffritti nella fornace, e gli aromi erano dati grazie alla bollitura con il pepe
    @stk
    Mi piace il divulgatrice:-)))

  4. accipicchia qua si parla di me e manco me ne ero accorta!
    sgranatrice
    divulgatrice..
    aiuto, mi sto facendo una fama!!!

    scherzi a parte grazie per le belle parole
    per leonardo: sono contenta che Zeb ti sia piaciuto, il posto nella sua semplicità si fa apprezzare. se pensi che l’ha praticamente arredato il figlio della cuoca!

    per sabino: senti chi parla! ;-P

    per stk: grazie… anche a me piace il divulgatrice!

  5. In realtà l’ho fatta io!!!
    Sono ritoirnato da Zeb due sabati fa…e sono stato ancora una volta molto bene. Veramente accogliente ed i proprietari molto simpatici.
    Approfitto per segnalare a Leonardo Romanelli un ristorante a Suvereto “Dal Cacini” dove si gustano ottimi piatti di pesce. Il menù viene cambiato di giorno in giorno secondo le disponibilità…del mercato.

  6. alla fine ce l’ho fatta: promosso a pieni voti lo ZEB, molto calorosa l’accoglienza, interessante la selezione di vini, ho mangiato con piacere spendendo una cifra tutto sommato giusta . . .