Un esperto di marketing non farebbe mai aprire un locale in un posto simile: sulla via Senese, strada in salita che da Firenze conduce alla Certosa, dove è impossibile parcheggiare vicino. La trattoria è linda, un bancone, una saletta grande con tavolo comunitario e poi una più piccola con 6 tavoli belli attaccati. In estate non esiste giardino ma solo aria condizionata. Il menu è legato ad una solida tradizione, con qualche inserimento stagionale. Mangiata un’insalata di ovoli dimenticabile: i funghi erano già”Aperti” come si dice in gergo, mescolati a parmigiano e rucola(sic!) quindi sono stati 15 euro inutili. Meglio le pappardelle al cinghiale: pasta industriale, purtroppo, con un buon sugo tirato al punto giusto, profumato e saporito. Di secondo,crocchette di filetto abbinate a funghi porcini trifolati, il tutto gradevole ma poco aromatico, lieve di gusto. Tra i pochi vini disponibile beccata una bottiglia di Chianti Classico Monteraponi in piena forma. Risultato finale corretto, ma certo uno slancio in più era doveroso per questa trattoria che rimane nel cuore a tanti fiorentini.

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2 Commenti

  1. io da ruggero ci vado per mangiarci l’arista, a mio avviso la più buona di firenze.
    la bottiglia che ti sei bevuto era il chianti classico base o il riserva ? comunque, gran bel produttore monteraponi con quei vini così minerali.

  2. Ci mangiati dei carciofi ottimi che mi fecero recuperare un po’ il giudizio dopo un primo piatto assolutamente inadeguato.
    Il tutto ormai 4 o 5 anni fa. Da allora mai più tornato. E, letto questo post, credo di non aver fatto molto male.