Mi sono preso la briga di leggere tutti i commenti al post di Massimo Bernardi, su “Dissapore”, relativi alla petizione lanciata dagli Iaccarino, proprietari del ristorante “Don Alfonso”,  contro la Guida Espresso dei ristoranti, in particolare contro il suo curatore, Enzo Vizzari. Mi guardo bene dall’entrare nella polemica in questione, quella è giusto che sia sviluppata nel sito nel quale ha preso inizio. Piuttosto, mi fa sorridere i tanti giudizi espressi dalle persone sul lavoro dei critici: a mio avviso, sfugge a molto il lavoro oscuro e certosino che si deve fare all’inizio della carriera, frequentando ristoranti di vario tipo, sparsi per una regione, una gavetta che in tanti dei commentatori “saltano” concentrandosi solo sui ristoranti top. Ben vengano gli spunti, le idee, il confronto, e internet ha permesso lo scambio delle idee in maniera veloce e senza filtri (veder intervenire Enzo così spesso nel web mi lascia ancora stupito!), ma ritengo giusto che ognuno si faccia ogni tanto un esame di coscienza per capire se ha l’espeirenza necessaria per esprimere giudizi molto “tranchant”.   E’ vero che siamo il paese dei 50 milioni di commissari tecnici della nazionale, ma non credo ci sia altrettanto spazio per i critici gastronomici. Se lo fosse, sai contenti i ristoratori!!

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2 Commenti

  1. Hai ragione, ad ognuno il proprio mestiere..ma e’ proprio cosi’ fondamentale avere una lista in graduatoria di ristoranti e ristoratori ? dove e’ il profitto? e’ questo che lascia perplessi e fa sospettare…
    E poi..perche’ io che non ho mai fatto un corso da sommelier non posso giudicare come ottimo un vino della cooperativa sotto casa di 3 Euro? Possibile che non ne capisca propio niente niente? Quello che da fastidio e’ questo guardare dall’alto che e’ tipico di molti professionisti come voi….