Dopo l’uscita San Donato dalla superstrada(se così si può chiamare)Firenze Siena, si prosegue verso Castellina e questa trattoria la si trova proprio sulla strada: una location perfetta, dove i turisti ci “cascano” dentro anche a non volere. Inserita tra due strade, la provinciale ed una laterale con poco traffico, dispone anche di un giardino dove poter mangiare in estate, altrimenti nella piccola saletta dove è possibile ammirare un bel panorama. La cucina si basa essenzialmente su prodotti e specialità toscane, il che non guasta, considerando che le persone vengono esattamente per questo. Ed anche perché la partenza, affidata ad un piatto fuori dagli schemi come il tortino di melanzane è poco felice: melanzane crude, mozzarella tiepida e non fusa, sapore indefinito. Meglio l’antipasto toscano assortito, con i crostini di fegatini preparati secondo il vecchio stile. Buone le tagliatelle al ragù vecchia maniera, discreta la tagliata d cinta senese con fagioli. Dolci fatti in casa. Servizio casalingo ma affettuoso. La visita è avvenuta mentre è in atto il cambio della gestione, con vecchi e nuovi titolari che lavoravano fianco a fianco. Carte dei vini ristretta, concentrata su prodotti toscani. Un posto senza voli pindarici, dove si può sostare con tranquillità. 30 euro escluso vini per tre portate, senza bistecca

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2 Commenti

  1. Leo, scusa, ma il tortino di melanzane a febbraio? 😉 Una volta si chiamava Capannina del Poeta o dei Poeti, non è più così romantico vedo….

  2. Ciao Leonardo, sono il nuovo titolare della Capannina e devo sinceramente ringraziarti di questa recensione che io considero molto positiva. Per chi, come me, ha iniziato questa avventura da pochi giorni direi che il giudizio è abbastanza positivo. Certo ci sono cose da migliorare, altre da cambiare, altre da eliminare, e queste cose è possibile farle solo con la critica dei clienti. Quando le “tirate di orcchio” sono fatte con serenità e sincerità non possono essere che gradite. Colgo l’occasione, rispondendo anche a Stefania, che il ristorante si chiamava “Capannina del poeta” qualche anno fa, che adesso, per il momento si chiama solo “La Capannina”, ma nei prossimi tempi, giusto il tempo richiesto dalla burocrazia, si chiamerà “Osteria del Viandante” rivendicando la propria connotazione di Osteria, inteso come luogo di ritrovo dove si può mangiare i cibi che nascono dalla tradizione e dalla cultura popolare e bere i vini che vengono prodotti nel territorio (per questo la carta dei vini non sarà mai enorme). Io non sono un cuoco se con questo termine si intende colui che interpreta e modifica le ricette della cucina toscana, ma sono solo uno che da piccolo la realtà contadina l’ha vissuta in prima persona, che ha imparato a cucinare solo con quello che l’orto poteva fornire. Chi ha la ricetta, per esempio della ribollita, con tanto di dosi e di ingredienti esatti, non conosce le origini del piatto. Ma non voglio fare polemiche con nessuno.
    Ho iniziato questa avventura da pochi giorni, con la determinazione di offrire ai miei clienti un prodotto sincero, per quanto possibile aderente a quelle che erano le esperienze di un tempo, e quindi posso sbagliare, anche molto, ma con la voglia di migliorarmi ogni giorni di più. Per questo accetto volentieri le tue considerazioni e ne faccio, e ne farò tesoro se ne arriveranno altre, pronto ad accettare anche suggerimenti e consigli tesi al miglioramento del mio prodotto. Grazie di cuore per quello che hai detto di noi