Siamo accanto all’Arno, non lontani dal Saschall, teatro che ospita i maggiori eventi musicali cittadinin e la trattoria dispone anche di un bel giardino interno per l’estate. Un tranquillo pranzo in mezzo alla settimana si rivela in realtà molto animato, con tanti ospiti seduti ai tavoli:operai, impiegati, anche famiglie. Menu fisso ad 11 euro, declinato al ribasso se uno prende solo il primo o solo il secondo spende tra i 6 e gli 8 euro, acqua compresa. Tovagliette di carta ma la sera classiche tovaglie a quadri bianchi e rossi: la ribollita è piacevole, magari osare un po’ di più con cavolo nero ed olio non sarebbe male ma sicuramente valida. I “Calzoni della nonna” è un classico piatto per bambini: rotolo di patate con dentro prosciutto cotto e fontina, ricorda davvero sapori antichi, peccato peri fagioli all’uccelletto di contorno, che arrivano troppo spezzati. Melanzane alla parmigiana di buona fattura, mancano solo di cremosità. Carta dei vini ristretta, ricarichi corposi: La sera si spende di più, però resta pregevole il fatto che a pranzo si trovino piatti come le uova al pomodoro, il cervello fritto, le cosce di rana sempre fritte, insomma non le solite cose a prezzi umani. Peccato per l’amaro: messo 3 euro in conto, con la solita formula di richiesta un po’ ambigua(“Prendiamo un amarino? “) che lascia deluso il cliente per cosa poi? Eppure bisognerebbe inventare una formula per far capire ai camerieri come proporre le cose al cliente in maniera chiara..La sera si spende sui 30-35 euro escluso vini

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Un commento

  1. per evitare equivoci sul conto basterebbe la formula semplice semplice “volete l’amaro-caffè? offre la casa” usata in qualche ristorante dove sono stato.