Eppure esistono ancora..sì quei locali che sembrano usciti da un libro degli anni Cinquanta, che ti trovi nei luoghi che conservano intatto il fascino decadente..beh il Casentino è un posto strano, isolato dal mondo, lontano da Arezzo e Firenze e quindi conserva aspetti insoliti. La piazza di Stia è quella dove è stato girato “Il Ciclone” di Pieraccioni ed un bar lo ricorda. per arrivarci ho chiesto a qualche persona ed ho scoperto che è un luogo di immigrazione notevole..cambiamenti della società…Sotto i portici due porte in legno, una per la bottega, l’altra per il ristorante, una stanza stretta e lunga, che fa poi spazio ad una saletta quadrata. Filetto è tutto qui, arredato con oggetti che farebbero felici gli amanti del modernariato, con una stufa che ripara dal freddo, in un ambiente caldo, un gineceo dove la vita scorre seguendo ritmi femminili di una volta: aperti solo a pranzo, chiusi il sabato. L’antipasto misto è abbondante i crostini con le salse confezionate da evitare ma i salumi molto buoni. I tortellini sono in realtà quadrucci, serviti in un brodo leggero,molto gradevoli: si prendono direttamente dalla zuppiera in coccio. Il prosciutto di maiale arrosto è tenero, solo appena freddo, meglio l’agnello servito con tutto lo spago, come fossimo a casa. Il servizio è veloce, casalingo, però attento, non state a pensare menu o carta dei vini, tutto viene recitato rigorosamente a voce, tanto il conto, non è poi una sorpresa: due portate con bottiglia di vino 20 euro, se scegliete quello della casa con 15 euro mangiate

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