Due locali semplici, entrambi frequentati da turisti, ma con filosofie di lavoro completamente diverse. Nel primo caso siamo vicini al mercato di San Lorenzo, a Firenze, in un locale che esiste dagli anni Trenta. La via è diventata pedonale, il che permette di far mettere dei tavolini all’esterno. Dentro, due grandi sale, con tavoli disposti in maniera fitta, apposta per riempire. Il menu comprende molte lingue, il coperto ed il servizio si pagano, la carta è quantomai variegata. L’antipasto misto della casa è composto da salumi assortiti e 4 crostini, senza infamia e senza lode, le trofie al pesto di pistacchi sono buone, ben eseguite, dal gusto  azzeccato. Meno felice il filettino di maiale con i capperi, con un filo di acidità eccessivo, ma soprattutto accompagnato da patate al forno unte davvero tanto e fredde, come il purè di guarnizione. Servizio lineare, carta dei vini dai ricarichi eccessivi, in definitiva un posto senza infami e senza lode per 35 euro tre portate. A Fiesole, invece, nella piazza Mino, una conduzione al femminile, per un posto caldo e accogliente, con due sale che si succedono, dalla bella atmosfera. Al menu principale si affiancano i piatti del giorno: le assenze si scoprono solo ad ordinazione fatta, ma il servizio è caloroso. Lo sformatino di melanzane e pomodori potrebbe essere più caldo ma risulta gradevole al palato, il risotto con i gallinacci( i funghi detti finferli) risulta ben mantecato anche se non viene preparato espresso, i funghi si sentono bene!. Carta dei vini ristretta, concentrata sul Chianti con dei ricarichi corretti. Tre portate a 25 euro.

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Un commento

  1. Come hai detto . . . due filosofie.
    In San Lorenzo ci sono anche “famosi” (o famigerati?) locali che mettono in piazza decine e decine di tavoli “da turisti”, con cameriere brave solo a mettersi in mostra e poi . . .servizio e piatti da catena di montaggio, vino della casa “di giunta” (svuotatura di bottiglie? l’odore è quello), ma “fa figo” e poi . . .è tanto pratico: aperto dalle 11 fino a tardi senza soluzioni di continuità.
    Si passa dal pranzo alla cena senza stacco e variazione di menù.
    Detto locale sta sopra tutte le guide con posizione di rilievo!
    E’ questo il nostro “biglietto da visita alimentare” ??