Vi avevo avvertito che vi avrei tenuto informato sui vari cambiamenti fiorentini: ve lo scrivevo qui cosa stava succedendo  ed eccoci a parlare di Nasone, un nome che indica la simpatia del titolare, che l’ha chiamata così seguendo una sua caratteristica fisica evidente! Una vecchia conoscenza della ristorazione fiorentina, in passato cuoco in vari locali ed oggi alla sua prima prova come titolare. L’ambiente è rimasto lo stesso, in sala il responsabile è lo stesso di Sanpei, il che garantisce continuità con una clientela che è cambiata, giocoforza, con il tipo di cucina proposta: ora si parla molto toscano, come testimoniano le stampe alle pareti che ricordano la Firenze di una volta, ed anche la cucina rispecchia quella idea. Il gusto è molto sapido, a volte anche troppo, come nel caso del crostone con cavolo nero, fagioli e lardo. buona, ovviamente da amatori, la minestra di pane con il lampredotto. Tra i secondi, l’ossobuco in umido risulta gustoso, ma con eccesso di unto, croccante ed asciutto il baccalà fritto con i carciofi. La carta dei vini è in via di trasformazione, ora si privilegiano i rossi toscani ma siamo ancora in fase di revisione. Servizio casalingo e cordiale, 25 euro per tre portate escluso vini

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