La zona è quella vicina al Teatro Comunale di Firenze, oramai in disuso, ma le foto di musicisti, cantanti e direttori d’orchestra alle pareti testimonia come la trattoria venisse frequentata da melomani e amanti dela muscia classica in genere. E quindi, anche in cucina, la stessa musica(!): ricette classiche, toscane e non solo, con piatti tipici ma non per forza usuali. ARmando la fondò nel 1957 e da vinaio operò la trasformazione ma si capisce dalla conformazione dell’ambiente che l’inizio fu quello di un’osteria: due tavoli all’ingresso poi un corridoio che dà accesso alla sala principale. I due titolari si aggirano tra i tavoli con aria cortese e gentile, si respira un’atmosfera rassicurante: si parte con un assaggio di olio nuovo e poi un coccio caldo di pecorino e funghi porcini, goloso e saporito. Buoni, come primo, i pici con il sugo antico, fato con carne tagliata al coltello, altrimenti le zuppe classiche o il risotto con i porri. Piacevoli e rinfrancanti le polpettine di vitella di Donna Giovi co sformatino di patate, oppure peposo, fritto misto, pollo o coniglio ripieno o anche la fritatta, con verdura di stagione. Scelta di dolci fatti a casa tradizionale. Carta dei vini non immensa, concentrata sui rossi toscani. Coperto a 3 euro,3,50 la bottiglia d’acqua, tre portate escluso vini sui 50 euro

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3 Commenti

  1. Leggo sempre questi interessanti articoli, che apprezzo moltissimo. Quello che invece non apprezzo sono le fotografie, sempre sfocatissime, chissà perché. E pensare che nel mio blog di cucina, che leggono pochissime persone, mi sforzo di pubblicare belle foto, scartandone parecchie.

  2. Questa è la Cucina che prdiligo e che vorrei fare nel mio locale, quando lo aprirò. Non conosco la Trattoria ma si deve mangiare bene, solo che 50 euro mi sembrano un pò troppi. comunque solo cucina italiana per me, Buon cibo:-)