Fra i mezzi di accertamento per il recupero dei capitali ,a disposizione dell’agenzia delle entrate, esiste anche il “tovagliometro”. Pensavo all’inizio fosse uno scherzo, invece quando c’è un accertamento in un ristorante, uno dei sistemi per capire se il numero di coperti è superiore a quanto dichiarato, il sistema di controllo è legato al numero di tovaglioli impiegati. Prova a spiegare che, in certi ristoranti, i tovaglioli servono per il vino bianco nella glacette, per conservare le posate, per mettere sul pane…i controllori sono irremovibili, massimo il 4% in più, altrimenti..si paga. Se poi non vi capita quello che è successo ad un ristoratore, al quale contestavano l’eccessivo uso di bavette..direte voi che faceva porzioni troppo abbondanti? No, bavetta è il nome che indica, in alcune regioni italiane, il tovagliolo per bambini..della serie, visto il consumo poteva essere il primo ristorante per l’infanzia italiano!

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3 Commenti

  1. A un ristoratore mio cliente hanno contestato il numero di coperti confrontandolo con la quantità di pane che dichiarava di comprare, secondo quelli dell’Agenzia delle entrate superiore ai coperti dichiarati.
    Peccato che tra la clientela del mezzogiorno c’erano muratori e capomastri che il pane lo mangiavano anche con la pastasciutta, vaglielo a spiegare…

  2. Ma allora come si fa a far pagare a tutti i commercianti disonesti le tasse che evadono? Ci sono anche gli onesti, ma in tanti evadono allegramente e c’è chi paga per loro. Quindi? Non va bene contare i tovaglioli? Non va bene contare il pane? Vi sto che siete tutti degli ottimi fiscalisti trovate un’idea che sia intelligente per far pagare le tasse anche a questi qui.