Ci sono nomi che dicono tutto ma spesso non prestiamo la giusta attenzione al loro significato. Ci pensavo in questi giorni di abbondanti libagioni, quando il pensiero andava a qualcosa di caldo da consumare alla sera, per evitare di affaticare lo stomaco e trascorrere la serata in tranquillità: cosa meglio di una tisana, che come diceva il buon Tino Scotti nella pubblicità della Falqui “Basta la parola”? per capirne i benefici influssi? Malgrado tutti i buoni propositi, non ho bevuto nemmeno una tisana: non ceco scuse, oggi  te la propongono anche nei ristoranti, non solo nei bio bar, solo non riesco ad entrare nell’ordine di idee che il bere caldo può essere qualcosa di diverso dal solito caffè o dal thè. Mi ricordo ancora una vecchia intervista di Bonilli al critico gastronomico del New York Times, quando, descrivendo la casa, raccontava come la dispensa fosse praticamente vuota se non per tisane ed altri prodotti da consumare caldi per tranquillizzare lo stomaco. Mi sa che debbo prendere lezioni da lui..

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