In una giornata di pioggia autunnale, trovare rifugio all’ora di pranzo in una trattoria casalinga, magari in collina, solletica i pensieri golosi. Si pensa subito al camino, le tovaglie a quadri, un ambiente familiare ed accogliente. Superato il paese di Fiesole, e proseguendo sulla strada che porta poi all’Olmo, si trova “La casa del prosciutto” che, come dice il nome, una volta era famosa soprattutto per i panini al prosciutto che venivano preparati a tutte le ore, soprattutto la domenica pomeriggio. Oggi si è trasformato in un ristorante che accoglie, nel fine settimana, tavolate di persone che hanno voglia di mangiare soprattutto carne alla griglia. Il menu è essenziale, affettati e crostini tra gli antipasti, che non suscitano forti emozioni ma raggiungono la sufficienza. La lista delle vivande è schematica, si elencano i tipi di pasta, secca, fresca e ripiena e sul fondo le salse con le quali si può condire: vista anche la famigerata panna e prosciutto. Oltre la griglia solo delle scaloppine ed il pollo fritto.  Da provare allora la bistecca alla fiorentina: ordinata una per due, arriva in realtà una costata, il filetto scomparso, il che non è assolutamente serio. Il peso, 850 g, sembra abbondante ma qui siamo nel solito problema della mancanza di bilancia a tavola:-)). Patate fritte surgelate, pochi vini in carta e dai ricarichi senza logica (Santa Cristina di Antinori a 14 euro in trattoria..). Spesa che per tre portate ed il vino della casa si aggira sui 35 euro, nn eccessiva dunque, ma rimane quella sensazione spiacevole di occasione perduta di proporre cose semplici ma ben fatte.

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