Quando la catena di alberghi ha aperto a New York, ha dovuto chiedere il permesso ai titolari del ristorante, aperto dal 1959 e diventato uno dei luoghi simbolo della ristorazione della città. La sua fama e l’essere uno dei  luoghi più ricercati da parte di una clientela golosa e variegata è di Julian Niccolini, la vera anima del locale, nativo della Garfagnana, in America dal 1973 e dal 2002 cittadino americano, come è scritto sulla voce di Wikipedia. Due sale separate  in maniera distinta, una con la piscina e l’altra con il bar, una più adatta ad un pranzo  veloce, con specialità gastronomiche che potremmo definire una sintesi tra cucina classica IMG_9637internazionale, con ispirazioni francesi e italiane. La sera cenare seduti ai tavoli intorno alla piscina ha un grande fascino, veder volteggiare i camerieri in smoking immerge in un’atmosfera particolare e  a guidare le danze, con occhio attento e capace, Julian, che ha dalla sua un grande savoir faire, riesce ad avere una parola con tutti, con la battuta in italiano che certo non manca quando c’è bisogno. Si può anche sedersi a pranzo con un menu da due portate al bar per 28 dollari o per 59 tre portate, oppure accomodarsi prima del teatro verso le 1730 per un menu studiato per l’occasione. Chi ha voglia di un’esperienza gastronomica completa sceglie il menu degustazione dello chef a 160 dollari o si diletta in assaggi che spaziano per varie ispirazioni: si parte con le ostriche, poi del crudo di pesce marinato in ceviche style, per poi farsi tentare dal foie gras spadellato servito con il chutney di pera. Perfetto, in cottura e profumo, il risotto con il tartufo, da applausi l’anatra, dalla pelle croccante, l’interno morbido ma non rosa e la salsa di scuola francese ad accompagnarla.IMG_9642 Perfetto, nel suo classicismo, il filetto alla Rossini. Volendo, si potrebbe concludere in maniera maestosa, con un soufflé al Grand Marnier, altrimenti ottimo il semifreddo alla cannella.La carta dei vini è notevole, un’attenzione particolare viene dedicata all’Italia, e alla Toscana soprattutto, con etichette non comuni per i ristoranti della Grande Mela, ma è ampia anche la selezione di vini francesi e americani.  Se pensate di trovarvi sul set di un film, guardando le luci di New York attraverso le vetrate, non vi preoccupate: lo è stato più volte!

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