A volte ci sono progetti che sulla carta funzionano egregiamente, poi nel trasferimento alla pratica, iniziano le magagne alle quali si deve provvedere. In certi img_4471casi, è come un format televisivo: può funzionare con certi attori, ma quando essi cambiano , il risultato non è lo stesso. The Food Factory è stato inaugurato a fine aprile in una zona, quelle delle Caldine, dove si trovano molte aziende che possono fornire i clienti soprattutto per l’ora di pranzo. E, in effetti, l’impressione è quella di  un locale da frequentare soprattutto per colazioni, pranzi veloci, aperitivi. Fuori si può sostare per bere qualcosa in piedi, altrimenti in una delle sale del pianterreno, disponibile una di esse anche per eventi privati. Il logo scelto, l’ambiente, le divise del personale danno tutte l’impressione di un locale alla moda, attento alle nuove tendenze, partendo dal colore delle pareti. Per mangiare al ristorante, occorre salire le scale ed accomodarsi nell’ampia sala dove la img_4476cucina è a vista. Il menu è anch’esso contemporaneo, ovvero il titolo del piatto, una spiegazione essenziale, un ordine che non segue la suddivisione canoniche delle pietanze ma lascia al cliente la possibilità di scegliere. Come stuzzichino iniziale , viene servito un tonno scottato, condito con salsa di soia e pepe nero, accompagnato da fagioli del Valdarno e cipolla rossa: presente anche nel menu, risulta corretto e gradevole. La scelta poi cade sul “No sushi”, ovvero dischetti di riso al salto, carpaccio di pesce fresco, bottarga, burrata: piatto senza una caratterizzazione precisa, inutile al gusto, dimenticabile facilmente, con poca croccantezza del riso. Gli gnudi di ricotta e spinaci, con burro e salvia, crema alla zucca gialla e parmigiano mancano di img_4472profumi, con la zucca senza dolcezza o sapore caratteristico. L’Ace di anatra è il petto cotto al sangue servito su terra di cacao e caffè, con jus d’arancia, carote e indivia: il cacao e il caffè massacrano il gusto della carne, anche piacevole, con un jus completamente slegato. I dolci sono di Andrea Bianchini, da provare magari in altra occasione: la piccola pasticceria che accompagna il caffè dubito che sia sua, altrimenti potrebbe essere da ripensare. La carta dei vini è davvero intrigante per tipo  img_4477di produttori scelti, estremamente di nicchia, tipologie poco comuni: viene da chiedersi quanto possa funzionare in un locale così impostato. Il servizio sarebbe anche volenteroso e cortese, peccato che manchi delle più elementari regole di base nell’applicazione, peccato che i piatti che manchino siano svelati solo al momento dell’ordinazione, peccato che un gesto di cortesia come lo sconto diventi quasi ridicolo. Gli assaggi iniziali dai 6 agli 8 euro, i piatti dai 15 ai 20, i dolci 8 euro.

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