Nel cuore della Valpolicella Classica, ad Arbizzano di Negrar, a pochi chilometri da Verona, Tenuta Santa Maria 1735 di Gaetano Bertani rappresenta uno dei luoghi in cui storia, architettura e cultura del vino continuano a convivere in modo indissolubile. La proprietà, legata alla famiglia Bertani e oggi condotta dai fratelli Guglielmo e Giovanni Bertani, custodisce una tradizione vitivinicola secolare che trova nel paesaggio della Tenuta, nei vigneti storici e negli antichi spazi produttivi la propria espressione più autentica.
Il complesso aziendale, che si articola fra la Tenuta di Novare con la settecentesca Villa Mosconi, il Brolo dei Poeti, i fruttai storici, la cantina ed il parco conserva ancora oggi la struttura di un antico organismo agricolo, nel quale residenza, vigneto e produzione del vino erano concepiti come parti di un unico sistema.
È questa continuità, più ancora della sola conservazione del patrimonio storico, a definire l’identità di Tenuta Santa Maria: un luogo nel quale la storia non è soltanto raccontata, ma continua a essere parte concreta del processo produttivo.

Una storia che nasce nel XVI secolo
La presenza della famiglia Bertani in Valpolicella è documentata almeno dal 1567, mentre la costruzione del complesso monumentale risale al Settecento. Nel 1735 viene realizzata la grande villa, concepita in stretta relazione con gli spazi agricoli della proprietà.
Dimora padronale, vigneti, aree di lavorazione e luoghi destinati alla conservazione del vino formano così un sistema unitario, secondo una concezione nella quale abitare, coltivare e produrre erano attività profondamente connesse.
La vocazione vitivinicola della famiglia si accompagna nel corso dell’Ottocento a una particolare attenzione all’innovazione. Nel 1883 Gaetano Bertani introduce nei vigneti della proprietà il sistema di allevamento Guyot e l’alta densità di impianto, pratiche particolarmente avanzate per l’epoca. La ricerca di nuove soluzioni in vigneto diventa così parte integrante di una tradizione che non si limita alla conservazione delle pratiche del passato, ma guarda anche alla loro evoluzione.
Alla fine del XIX secolo la famiglia partecipa inoltre alla fondazione della prima associazione di produttori veronesi, esperienza che anticipa il successivo sviluppo dell’organizzazione consortile della Valpolicella.

Villa Mosconi
La settecentesca Villa Mosconi rappresenta ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili della proprietà. L’architettura neoclassica, il Salone delle Muse, la cappella e il parco testimoniano il ruolo assunto dalla Tenuta nella cultura e nella società veronese tra Settecento e Ottocento.
A questo periodo è legata anche la presenza del poeta Ippolito Pindemonte, tra l’altro celebre traduttore dell’Odissea, che contribuì a fare di questi luoghi uno spazio di incontro, cultura e conversazione. A lui si lega inoltre l’idea del parco romantico all’inglese, concepito come luogo di contemplazione e di rapporto con la natura.
Il paesaggio della Tenuta conserva ancora oggi questa dimensione: il parco, i giardini, il laghetto, la cappella e i vigneti compongono un insieme nel quale l’elemento architettonico e quello agricolo sono strettamente intrecciati.
E’ però soprattutto nel Brolo dei Poeti, cuore viticolo della proprietà, che questa relazione trova la sua espressione più significativa.


Il Brolo dei Poeti, cuore storico della Tenuta
Le prime mappe del Brolo dei Poeti risalgono al XVI secolo e documentano l’esistenza di uno spazio agricolo già concepito come un sistema unitario.
Oggi il Brolo comprende circa 22 ettari di vigneto racchiusi da una cinta muraria lunga circa 3,5 chilometri e alta quattro metri. La muratura nasce con la funzione di delimitare e proteggere le terre della proprietà e costituisce ancora oggi uno degli elementi più caratteristici del paesaggio della Tenuta.
La conformazione del Brolo richiama il concetto di clos della tradizione vitivinicola francese, ma questa struttura trova qui le proprie radici nella storia specifica della proprietà. La cinta muraria non è soltanto un confine fisico: delimita un microcosmo nel quale suolo, esposizione e microclima concorrono a definire l’identità del vigneto.
Il patrimonio viticolo del Brolo è altrettanto significativo. Vi sono custoditi un antico clone di Corvina e selezioni massali di Oseleta e Rondinella, varietà che rappresentano una parte importante della ricchezza ampelografica della Valpolicella.
Dalle porzioni più alte del vigneto, nelle annate migliori, nasce il Brolo dei Poeti Amarone Classico Riserva, espressione estrema della vocazione di questo storico vigneto.

L’appassimento, il cuore della tradizione


Tra le pratiche che più profondamente identificano la produzione della Tenuta vi è l’appassimento naturale delle uve.
I fruttai storici di Arbizzano sono ancora parte integrante del sistema produttivo. Durante il periodo di riposo, i grappoli vengono disposti sulle tradizionali arelle e lasciati appassire lentamente.
È un processo delicato che richiede tempo e controllo costante delle condizioni ambientali. L’appassimento consente di concentrare l’uva e di svilupparne la componente aromatica, trasformando progressivamente il carattere del frutto.
Da questa pratica nascono due delle più importanti espressioni tradizionali della Valpolicella: Amarone e Recioto. Due vini profondamente legati alla stessa materia prima e allo stesso territorio, ma capaci di esprimere attraverso differenti percorsi di fermentazione due interpretazioni molto diverse dell’uva appassita.

La cantina storica, luogo della nascita dell’Amarone nel 1936
La cantina storica di Arbizzano non rappresenta soltanto una testimonianza del passato. Gli antichi spazi produttivi dai fruttai alle aree di vinificazione, fino alle cantine sono ancora oggi utilizzati.
Gli Amaroni e i Valpolicella provenienti dai vigneti storici della Tenuta vengono vinificati proprio negli antichi spazi di Arbizzano. Il percorso all’interno della proprietà permette di attraversare il fruttaio e la cantina a gravità, fino agli ambienti nei quali sono conservate le grandi botti storiche.
Questa continuità produttiva costituisce uno degli elementi più distintivi della Tenuta: le uve provenienti dagli antichi vigneti entrano ancora oggi in un sistema di cantina che appartiene alla storia stessa della proprietà.
E’ proprio alla cantina di Tenuta Santa Maria che la tradizione della famiglia lega uno dei passaggi fondamentali nella storia dell’Amarone.
Secondo la tradizione e la documentazione presentata dalla proprietà, nel 1936 l’Amarone prese forma qui come vino secco. Il passaggio segnò un momento importante nell’evoluzione della produzione della Valpolicella: accanto alla tradizione del Recioto si affermò una nuova interpretazione delle uve appassite, nella quale la fermentazione veniva proseguita fino alla completa trasformazione degli zuccheri.
Nasceva così un vino secco, strutturato e destinato a lunghi affinamenti.

I vini della Tenuta
La produzione di Tenuta Santa Maria interpreta tutte le potenzialità delle varietà tradizionali della Valpolicella e dalla pratica dell’appassimento.
Il Valpolicella Classico Superiore nasce da Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta provenienti dai vigneti della storica proprietà. Dopo la fermentazione e una lunga macerazione, il vino viene affinato per 14 mesi in grandi botti di rovere.
Il Valpolicella Ripasso Classico Superiore segue invece il tradizionale processo di seconda fermentazione sulle vinacce dell’Amarone, acquisendo struttura e complessità.
Il Recioto della Valpolicella Classico rappresenta l’altra grande espressione dell’appassimento. Le uve vengono lasciate riposare a lungo nei fruttai prima della vinificazione, mantenendo una parte della naturale dolcezza del frutto.
Al vertice della produzione si colloca l’Amarone Classico Riserva, ottenuto dalle tradizionali uve Corvina, Corvinone e Rondinella. Dopo la selezione e l’appassimento, le uve vengono vinificate e il vino affronta un lungo periodo di maturazione in grandi botti di rovere.
Il legno, nella filosofia produttiva della Tenuta, deve accompagnare l’evoluzione del vino senza prevalere sulla sua identità. Il tempo diventa così uno strumento per integrare struttura, tannini, acidità e componente aromatica.
Ancora più radicale è la ricerca che sta alla base del Brolo dei Poeti Amarone Classico Riserva, viene prodotto soltanto nelle annate migliori e con le uve di maggior qualità provenienti dalle porzioni più alte dello storico vigneto. Per questa etichetta l’affinamento arriva fino a quattordici anni in grandi botti di rovere, seguito da un ulteriore periodo di evoluzione in bottiglia.
La prima annata di questo Cru è il 2007, cui è seguito il millesimo 2010. La produzione è volutamente limitata e ogni bottiglia è numerata. Una scelta che sottolinea il carattere raro di questa espressione e il ruolo centrale attribuito all’annata, al vigneto e alla selezione delle uve.
Accanto ai vini prodotti oggi dalla Tenuta, la famiglia Bertani conserva una testimonianza unica del proprio passato vitivinicolo: il 1928 Acinaticum, parte della riserva di famiglia e oggi distribuito in esclusiva da Tenuta Santa Maria nell’ambito di un progetto che guarda al centenario della vendemmia, previsto per il 2028.
La vendemmia del 1928, caratterizzata da condizioni climatiche eccezionali, diede origine a un vino ottenuto da Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Sangiovese, sottoposte a un appassimento particolarmente prolungato.
Il risultato fu un vino secco, di grande struttura, imbottigliato nel 1938 con il nome di Acinaticum. Il termine, di origine latina e storicamente associato al Recioto, racconta una fase di passaggio nella cultura enologica della Valpolicella: quella in cui la tradizione dei vini dolci ottenuti da uve appassite iniziava a confrontarsi con interpretazioni più secche, strutturate e adatte a un lungo affinamento.
Per questo il 1928 Acinaticum rappresenta una testimonianza particolarmente significativa nella storia della Tenuta e viene considerato dalla proprietà un precursore diretto dell’Amarone moderno.
Ancora oggi circa 2.500 bottiglie della vendemmia 1928 sono conservate nelle cantine storiche e fanno parte della riserva privata della famiglia. Un patrimonio enologico che non appartiene soltanto alla memoria della Tenuta, ma documenta concretamente l’evoluzione di uno stile e di una cultura del vino.
Il Pràgal Rosso Verona IGT rappresenta una diversa interpretazione della vocazione vitivinicola della Tenuta di Arbizzano. Nasce da un blend di 60% Corvina, 20% Merlot e 20% Syrah, nel quale la varietà simbolo della Valpolicella incontra due vitigni internazionali.
È un’espressione che affianca ai vini più profondamente legati alla tradizione del luogo una lettura contemporanea della produzione, nel segno di un dialogo costante tra territorio e ricerca.
I vini della Tenuta di Colognola ai Colli nella Val d’Illasi
La produzione di Tenuta Santa Maria si estende oltre la Valpolicella Classica fino alla Tenuta di Colognola ai Colli, nella Val d’Illasi, nell’area del Soave DOC. Un territorio diverso da quello di Arbizzano, caratterizzato da suoli di origine alluvionale, con argille calcaree e sassi di fiume, e da un microclima favorito dall’escursione termica tra il giorno e la notte.
Sono condizioni che contribuiscono a esprimere nei vini finezza aromatica, freschezza e precisione. Da questi vigneti nascono il Lepiga Soave, ottenuto da uve Garganega, il Torre Pieve Chardonnay e il Decima Aurea Merlot.
La produzione di Colognola ai Colli amplia così il patrimonio vitivinicolo dell’azienda, attraverso territorio e varietà differenti.
Una storia che continua
È proprio nella relazione tra territori diversi e nella continuità delle pratiche produttive che si ritrova l’identità di Tenuta Santa Maria 1735.
Ad Arbizzano, il Brolo dei Poeti, i fruttai storici e la cantina continuano a essere parte di un sistema produttivo nel quale passato e presente convivono.
A questa continuità si affianca oggi una gestione attenta delle singole parcelle, sostenuta da strumenti contemporanei di agricoltura di precisione e da pratiche di sostenibilità.

Tradizione e innovazione nel vigneto
La storia della Tenuta dimostra come tradizione e innovazione non siano mai state realtà contrapposte.
La stessa introduzione del Guyot ad alta densità, avvenuta nell’Ottocento, testimonia una volontà di ricerca già presente nella gestione dei vigneti della proprietà. Oggi quella sensibilità viene applicata attraverso strumenti contemporanei di agricoltura di precisione e pratiche di sostenibilità certificata.
L’attenzione si concentra sulle rese, sui tempi di maturazione, sulla vitalità dei suoli e sulle caratteristiche delle singole parcelle.
La tecnologia viene utilizzata come strumento per leggere meglio il vigneto e comprenderne le differenze, senza sostituire le pratiche tradizionali che continuano a caratterizzare la produzione.
In questo percorso si inserisce il lavoro degli enologi Stefano Gabrieli e Luca Rettondini, chiamati a tradurre in cantina la complessità dei diversi vigneti e delle diverse annate. Il loro approccio parte dalla valorizzazione della materia prima e dalla lettura puntuale delle singole parcelle, accompagnando ogni vino attraverso scelte di vinificazione e di affinamento calibrate sulle sue caratteristiche, per restituirne al meglio identità ed espressione.

Degustazione:

Lepiga Soave DOC 2025: 100% Garganega, proveniente da vigneti a bassa resa. Le uve vengono raccolte rigorosamente a mano in tre diversi stadi di maturazione. La vinificazione avviene in vasche di acciaio inox, seguita da un periodo di batonnage sulle fecce fini. Di colore giallo paglierino luminoso. Al naso il bouquet è intenso e fragrante, con una componente fruttata di pera, mela verde, pesca, accompagnata da note agrumate di pompelmo. Completano il profilo aromatico fiori bianchi, erbe aromatiche e mandorla. Al gusto è piacevolmente fresco e sapido equilibrato, con una beva agile. La chiusura è persistente e agrumata, con un netto ritorno di pompelmo che dona al finale freschezza e pulizia.
Torre Pieve Chardonnay IGT 2024: 100%Chardonnay, proveniente da vigneti della Valle di Illasi, caratterizzati da alta densità d’impianto e basse rese, con una selezione da tre diversi cloni francesi. Le uve raccolte a mano, vengono vinificate attraverso un percorso che valorizza sia la freschezza varietale sia la complessità conferita dal legno. La fermentazione per il 50% in acciaio inox, con eventuale svolgimento della fermentazione malolattica batonnage sulle fecce fini per sei mesi, mentre il 50% del vino fermentazione e batonnage sulle fecce fini in barrique di rovere francese per sei mesi e dopo assemblaggio e affinamento in bottiglia. Di colore giallo paglierino luminoso con riflessi verdolini. All’olfatto intenso ampio e complesso, con note di frutta tropicale, ananas e banana, accompagnati da note agrumate di limone e cedro. La parte della barrique arricchisce il profilo aromatico con delicate note di vaniglia e nocciola, con richiami burrosi e tostati.
Al palato è morbido, cremoso, sostenuto da una buona freschezza e da una piacevole sapidità . Il finale è lungo e persistente con una chiusura agrumata che dona slancio e pulizia al sorso.
Pràgal – Rosso Verona IGT 2024: blend 60% Corvina, 20% Merlot, 20% Syrah provenienti da vigneti a bassa resa. Una parte della Corvina, pari al 10% del totale, viene sottoposta ad appassimento naturale. La vinificazione prevede una prolungata macerazione e fermentazione inox per 22 giorni, effettuata separatamente per ciascuna varietà. Il vino prosegue quindi con un affinamento di circa 6-8 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia. Segue assemblaggio e ulteriore affinamento in bottiglia. Di colore rosso rubino intenso. Al naso si apre con note di ciliegia marasca, prugna, mirtilli, tamarindo con leggere note di pepe e cioccolato. Il sorso è fresco e fruttato con tannino presente ma ben integrato con un finale sapido. Buona struttura, equilibrato.
Valpolicella Classico Superiore DOC 2024: blend 70% Corvina, 15% Corvinone, 10% Rondinella, 5% Oseleta da vigneti a bassa resa . Le uve, raccolte rigorosamente a mano, vengono sottoposte ad una lunga macerazione e fermentazione, per estrarre al meglio le componenti aromatiche dei diversi vitigni. Il vino riposa successivamente per 14 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia, completando il proprio percorso con un breve affinamento in bottiglia. Di colore rubino scarico luminoso. Al naso il bouquet è netto, fresco e fragrante, dominato da note di ciliegia e fragola seguite da richiami di ribes. Sul finale emergono delicate sfumature di cannella. Al palato è fresco e dinamico, con un sorso agile e piacevole. il tannino è morbido e ben integrato mentre la chiusura richiama le note di fragola, accompagnate da una piacevole componente sapida e persistente.
Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC 2022: blend Corvina 70% Corvinone 15% Rondinella 10% Oseleta 5%. La vinificazione prevede una prima fermentazione in acciaio inox, effettuata separatamente per ciascuna varietà, della durata di circa 15 giorni. Il vino affronta quindi la caratteristica seconda fermentazione secondo il metodo Ripasso, con una macerazione sulle vinacce fresche appena pressate dell’Amarone. Segue invecchiamento di due anni di botti grandi di rovere e poi affinamento in bottiglia. Colore rosso rubino intenso con riflessi granati. Il profilo aromatico è intenso e complesso con sentori di ciliegia matura e prugna secca, accompagnati da note minerali di pietra focaia e da sfumature profonde di liquirizia. Al palato è morbido, fresco e avvolgente, con tannini setosi. La freschezza dona equilibrio al sorso, la chiusura è sapida persistente con richiami di liquirizia.
Amarone della Valpolicella Classico Riserva DOCG 2020:
blend Corvina 75% Corvinone 15% Rondinella 10%- Le uve vengono sottoposte a un delicato appassimento naturale per 2-3 mesi su arelle, seguito da macerazione e fermentazione effettuate separatamente per varietà. Il vino prosegue quindi un lungo affinamento di 5 anni in grandi botti di rovere di Slavonia, completato da un successivo affinamento in bottiglia. Colore rosso rubino intenso tendente al granato. All’olfatto è ampio e complesso, caratterizzato da note di ciliegia sotto spirito, chinotto, prugna secca. A queste si aggiungono delicate sfumature di noce moscata e piacevoli richiami balsamici. Al gusto è potente, strutturato e avvolgente, con una trama tannica presente ma ben sostenuta da una piacevole freschezza che dona slancio al sorso. Il finale è lungo persistente con una chiusura balsamica.
Amarone Classico Riserva Brolo dei Poeti DOCG 2007: blend Corvina 70%, Corvinone 10% Rondinella 20% – Le uve raccolte rigorosamente a mano e separatamente per varietà, vengono sottoposte ad appassimento naturale per 2/3 mesi su arelle. Segue una fase di macerazione e fermentazione in acciaio inox della durata circa di un mese, effettuata separatamente ciascun vitigno. Il vino segue un lungo invecchiamento di 16 anni in botti di rovere di Slavonia, seguito da ulteriori 24 mesi di affinamento in bottiglia. Colore granato. Il bouquet è estremamente complesso e stratificato, fruttato di ciliegia in confettura, maraschino e prugna, arricchito da sfumature di chinotto; note di cuoio e spezie con richiami di chiodi di garofano, cannella, accompagnati da note profonde di cacao e caffè.
Al palato è elegante e strutturato, piacevolmente fresco con una trama tannica morbida perfettamente integrata. Al sorso è profondo e armonico, il finale è lungo e persistente caratterizzato da una raffinata chiusura balsamica.
Decima Aurea Merlot IGT 2020: Merlot in purezza ottenuto da tre cloni francesi. Le uve, rigorosamente raccolte a mano, vengono sottoposte a un appassimento naturale per 30 giorni. Segue la fermentazione in acciaio inox, accompagnata da una macerazione di 15 giorni durante la quale fermentano anche le uve passite. Il vino invecchia per 14 mesi in barrique di rovere francese, per poi completare l’affinamento in bottiglia. Colore rosso rubino intenso e profondo. Al naso è avvolgente con note di confettura di ciliegia e prugna, floreali di rosa rossa, viola, speziato pepe nero, vaniglia e delicate note di cacao e tostatura. Al gusto è morbido, con tannini presenti ma ben integrati. Buona freschezza, grande avvolgenza e finale lungo.
Recioto della Valpolicella DOCG 2022: blend Corvina 70% Corvinone 20% Rondinella 10%, Le uve, raccolte manualmente, vengono sottoposte ad appassimento naturale per 5/6 mesi su arelle. Segue una fase di fermentazione in acciaio inox, della durata di circa un mese , effettuata separatamente per varietà. Il vino invecchia per due anni in barrique di rovere francese, prima dell’assemblaggio e del successivo affinamento in bottiglia. Rubino con riflessi granati. Al naso il bouquet è ricco e complesso, con sentori di ciliegia in confettura, mirtillo e prugna secca, nocciola accompagnati da delicate note di vaniglia. Al palato si distingue per la piacevole dolcezza e morbidezza, accompagnate da tannini vellutati. Il finale, lungo e persistente, regala una chiusura armoniosa ed equilibrata.
Tenuta Santa Maria Di Gaetano Bertani – 1735 – Amarone Valpolicella Ripasso Soave








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