Ami la vigna da quando, come per magia, vedi ritornare la vita dal pianto di quei tronchi addormentati dall’inverno,  ti palpita il cuore quando tenere foglie si fanno strada e cominciano a tinteggiare i profili delle colline. Tenerezza che sa di miracolo, ti fa capire il potere della natura racchiuso in un ciclo continuo che non smette mai di innamorare. Segue tanto, tantissimo lavoro per gestire, controllare, tenere a freno la forza delle piante e puntare solo al risultato migliore. La vite pianta liana crescerebbe all’infinito, il vignaiolo diventa giardiniere e cura nei dettagli la gestione del verde trasformando la liana in un meraviglioso bonsai. Poi arrivano i frutti della terra e di tanto lavoro e apprensione … e in un attimo è vendemmia!!!!

UvaDalla vendemmia cambia il binomio terra uomo , l’uomo dovrà interpretare ciò che la terra gli offre, fermare nei grappoli una intera stagione e renderla viva nel tempo attraverso il vino . Dalla vendemmia in poi ci sarà l’uomo, il suo ingegno e la tecnologia che aiuta in ogni singolo passaggio in cantina a trasformare le meravigliose materie prime raccolte.L’attesa della trasformazione è la stessa di uno chef che crea la sua ricetta , l’artista che dipinge un quadro, il musicista che compone una melodia, la maestra che insegna ai suoi alunni, lo scrittore che scrive un nuovo , libro, l’architetto che progetta e il muratore che realizza… mestieri diversi ma stessa capacità di emozionarsi per rendere unico il loro lavoro! Non c’è differenza tra lavori prestigiosi o meno, tra progetti grandi o piccoli  sogni. La cosa da non perdere mai di vista è usare sempre il cuore e trasformare i progetti in ambiziosi successi personali che non necessariamente portano a risultati economici ma a benessere interiore.

Pigiatura uvaPer me la vendemmia è sempre stato questo, innamorarmi ogni volta del miracolo racchiuso in quei deliziosi grappoli che mani coraggiose trasformano nel tempo in vini che fanno storia e restano nella memoria.Anche gli artisti hanno sempre posato uno sguardo attento e ammirato al mondo del vino , come nettare che genera negli animi il piacere della condivisione, opera d’arte divina nel suo essere stesso .

UvaMario Soldati, ad esempio, wine blogger antesignano, era un artista poliedrico scrittore ma anche enologo. Tra la  fine degli anni 60 e metà anni 70 compie tre viaggi che lo portano a comprendere in profondità il mondo del vino. Periodi in cui la viticoltura e l’enologia si stavano costruendo una identità precisa in cammino verso la qualità e la rivoluzione enologica e comunicativa.Quanto ai vini, Soldati diceva: «Il vino non può essere studiato come oggetto di consumo, ma come un’opera d’arte… Non mi sono mai presentato come un esperto, non ho mai preteso di scrivere se non le mie impressioni personali, private, fuggitive, e affrontando il rischio, qualche volta, di sbagliare». In Vino al vino, Soldati scrive: «Ho preferito, a tutti gli altri famosi, buonissimi e moltissimi vini del Piemonte, gli ignoti o quasi ignoti, gli artigianali o quasi artigianali…

UvaIl vino  è come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita».

E si deve bere in compagnia. «Perché il miglior pasto del mondo è cattivo se sono solo? Perché il peggior pasto del mondo è quasi buono se sono in compagnia?… Che cos’è un vino senza gli amici? Un vino senza gli amici è poco più di niente».Questo per me è il vino un’opera d’arte composta da mille sfumature diverse che hanno la  capacità di abbattere le barriere e fare innamorare.

In bocca al lupo a tutti i produttori …noi siamo pronti a farci emozionare!!

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