Si tratta di uno dei locali più classici della città, posto in un palazzo cinquecentesco che ha ospitato il pittore e poeta fiorentino. L’aria che si respira è di lieve decadenza, una sorta di grande attrice sul viale del tramonto:bene gli aspetti esterni ma in cucina c’è da lavorare. Spazi ampi, con tavoli ben distanziati, un’ampia sala adatta per la sera ed una più piccola, ideale per il pranzo, grazie alla luce del sole che entra dalla grande vetrata. Il menu si basa su piatti classici, della tradizione toscana ma non solo, anche qualche esempio di cucina internazionale come il filetto di manzo alla Rossini. Si parte con l’aperitivo offerto e dell’ottima schiacciatina e poi un antipasto caldo e freddo di pesce che lascia delusi. Tutto servito in un solo piatto, con il pesce spada che avvolge i fagiolini lessi tiepido e insapore, i gamberi alla piastra poco curati, un carpaccio di baccalà che ha visto giorni migliori, cozze gratinate dozzinali. L’impressione è di sciatteria e mancanza di cura: meglio i fagioli zolfini con bottarga, semplici ma gustosi. Tra i primi, i taglierini all’astice sono sapidi e ben eseguiti, appena unto ma croccante e saporito il cervello fritto con verdure assortite. Scelta dei dolci al carrello golosa. Carta dei vini ampia e ben circostanziata. Servizio curato ed attento. Tre portate escluso vini 60 euro.

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3 Commenti

  1. 60 euro per mangiare così così…? 0_o

    Ma non è meglio il ristorante cinese??

    :-)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

  2. …credo sia stato alla Taverna del Bronzino in un giorno in cui aveva qualche problema con gli occhi e la bocca…..ci vado abbastanza regolarmente ormai da anni, mai mangiato “poco bene” come afferma lei. E sono i soldi spesi meglio della mia vita…