E arriva il giorno nel quale ti trovi a fare il critico andando a mangiare dove lavorano i tuoi ex alunni e cominci a chiederti quale è il miglior modo di comportarsi: come ci rimarranno nel momento in cui mi presento? Prenoto come sempre sotto falso nome? Non prenoto ed arrivo all’improvviso? Inutile pensarci troppo, meglio agire, anche se sicuramente la legge di Murphy è in agguato, sotto forma della febbre che fa saltare il servizio ad uno dei due, cosa che scoprirò solo alla fine . Mentre mi avvio al locale,  ricordo il mio esordio da recensore , quando fu uno dei primi ristoranti visitati per la guida per la quale collaboravo all’epoca: era gestito dalla proprietaria delle mura, con un piglio moderno ed innovativo, cucina classica di territorio con qualche piccola incursione nella modernità. Mi piacevano le salette disposte anche su livelli diversi, il senso di calore che l’ambiente emanava, la cura dell’apparecchiatura, la carta dei vini costituita da uno scaffale con la cantina del giorno, ben nutrita, da scegliere a vista, e poi mi piace la cittadina, lontana da Firenze ma non troppo IMG_9244dipendente da essa, una caratteristica che si ritrova in tutto il Mugello. Ora la gestione è affidata a due giovani entusiasti, che ne hanno preso la cura in occasione dei cento anni di attività, nel 2014, riportando smalto ed entusiasmo che si stava un po’ offuscando. Quello che stupisce , nel sedersi, è il menu con le foto, che ricorda ristoranti di cucina orientale: una necessità dovuta a farsi comprendere dal folto pubblico straniero ma che potrà essere superata in seguito , quando i piatti saranno diventati più continui sulla carta, che cambia a ritmi intensi, seguendo comunque il flusso delle stagioni . Si può partire con il fior di cipolla, sfoglia ai cereali e taleggio DOP, che in stagione è servita con i due tartufi di San Miniato; non mancano i tortelli ovviamente, interpretati liberamente , in aglio, olio e peperoncino, altrimenti con patate viola e mazzancolle. La carne è la protaginosta dei secondi, dalla classica fiorentina, all’anatra glassata con la consistenza di pera, al filetto di manzo con il suo succo e la patata. Piccola scelta di dolci golosi come il parfait al cioccolato e frutti rossi , il soufflé del Madagascar o la tartare di pera, ricotta, cioccolato e nocciole. la carta dei vini è comparsa, ma andando nella saletta iniziale ci sono anche le bottiglie speciali. Servizio corretto e curato. Menu degustazione a pranzo a 18 euro, 35 euro alla sera, tre portate escluso bistecca 35 euro

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