A Firenze si  svolta una manifestazione contro la strage degli agnelli per Pasqua, a Verona, durante il Vinitaly, manifesti appesi un po’ dovunque con l’immagine dell’agnello sacrificato. Chiaro che sia questo il momento nel quale si concentra maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica, e come tale debba essere sfruttato. Mi chiedo per l’ennesima volta: perchè? Se si accetta di mangiare polli e conigli, manzi e vitelli, tacchini e maiali, come mai l’indignazione arriva solo per gli agnelli e i capretti? Sarà perchè ricordano un rituale antico, che è rimasto nella mente delle persone? Perchè uno si deve sentire colpevole a mangiare una costoletta di agnello fritta e deve dormire il sonno del giusto nel gustare una fetta di prosciutto crudo? Preferisco coloro che fanno una scelta consapevole e quotidiana, come quella di rinunciare tutti i giorni ad un cadavere (il termine è preso in prestito ovviamente), piuttosto che dar retta a chi segue un’ipocrisia stucchevole.

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11 Commenti

  1. Sono profondamente daccordo con te, non ho mai capito quelli che mi dicono davanti al menù del ristorante: no gli sfilacci di cavallo non potrei mai mangiarli!!! e poi ordinano una guancia di manzo brasata. Io ho avuto sia mucche che cavalli in campagna oltre agli asini conigli e così via, e tutti questi animali sono splendidi ma o si diventa vegetariani, per i quali ho ammirazione, o si sta zitti e si mangia. Come diceva Kant saremmo tutti vegetariani se le macelleria avessero i vetri. Ecco sono daccordo con lui ma io, almeno per ora, continuo a mangiar carne….

  2. da ex vegetariana, sono d’accordo con voi.
    Oltretutto, vegetariana lo rimango ancora… ma non posso esserlo per problemi gravi di salute.
    L’agnellino fa tenerezza… ma ogni volta che mangio un animale cotto, non posso fare a meno di rivederlo (nella mia mente) vivo e baldanzoso.
    Peccato che questi sono animali nati per morire…
    E’ doloroso, ma appunto, come dicono su anselmo e andrea o si sceglie di rimanere vegetariani (ma ovviamente non si comprano nemmeno scarpe, borse e giacche di pelle!)

  3. per altro la tradizione dell’agnello nasce da un esigenza pratica, quella di tenere sotto controllo il numero di ovini del gregge e siccome siamo in periodo di riproduzione ovina è nata la tradizione di mangiare l’agnello in questo periodo.
    se non fosse così saremo invasi dagli ovini!
    nenach’io capisco tutta questa pietà nei confronti degli agnelli e non nei confronti, ad esempio, dei conigli… o tutti o nessuno!

  4. capirei se si parlasse di foie gras che, come tutti sapranno, è prodotto utilizzando tecniche barbariche di allevamento…. ma se si parla di agnelli si dovrebbero spendere parole anche su tutti gli altri mammiferi, uccelli o pesci che vengono immolati giornalmente per l’alimentazione umana…la trovo una gran ca@@ata..
    ciao
    arturo

  5. La grande vergogna è il trasporto degli animali da macello. Vengono stipati in massa sui camion, sballottati, senza acqua ne cibo per giorni, per poi finire il viaggio in un mattatoio dove magari aspettano ore per essere uccisi. Non sarebbe meglio evitare questi trasporti macellando le bestie direttamente sul posto? Anche la qualità della carne ci guadagnerebbe…

  6. Cosi’, tanto per aggiungere un altro punto di vista.

    Non amo queste campagne, anzi mi infastidiscono con il loro integralismo. Pero’ io non mangio agnello a Pasqua e neanche tutto l’anno. Ma non per l’agnello, o il capretto, in se’ ma perche’ ho deciso di non mangiare cuccioli. Non sono vegetariana, anche se di carne ne mangio davvero poca, ma credo che gli animali abbiano diritto ad una vita ed una morte dignitose. Ed in questo quadro, non rientra ovviamente l’essere macellati da piccoli. Quini niente agnello ma niente vitello, niente maialino, etc.

    Non intendo ovviamente convincere nessuno, mi siedo tranquillamante a tavola con chi mangia di queste cose. E se mi trovo alla tavola di qualcuno che, ignaro di questa mia regola, me li propone io mangio. Non dico nulla cioe’, per non mettere in imbarazzio i padroni di casa.

    Ma, di mio, non scelgo mai di consumarne.