Si è svolto domenica a Firenze, in Piazza della Repubblica un flash mob contro la legge, proposta dall’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi, riguardo al fenomeno preoccupante dell’aumento degli ungulati. La manifestazione è stata voluta da animalisti denominatasi “Toscana rosso sangue” e, leggendo gli articoli , la raccolta firme “ha raccolto numerose adesioni “eccellenti” (intellettuali, scienziati, artisti, come gli scrittori Marco Vichi, Dacia Maraini, Folco Terzani e Sandro Veronesi, i musicisti Franco Battiato, Stefano Bollani, il comico Giorgio Panariello, il filosofo del diritto Luigi Lombardi Vallauri). Ho scritto un post su Facebook  nel quale mi chiedevo il motivo di una protesta che suonava estremamente snob e poco attenta a dei problemi reali, ovvero quelli dell’agricoltura, con perdite economiche rilevanti e messa a rischio di posti di lavoro. Nel novero di commenti che si sono succeduti, mi ha fatto riflettere quello di una lettrice che protestava aspramente riguardo alla legge perché permette di cacciare per un periodo dell’anno molto più lungo e, abitando in campagna , la cosa non la tranquillizzava affatto. Una riflessione che mi ha fatto pensare, ponendo un nuovo problema che non esclude però la permanenza dell’altro: ovvero come eliminare cinghiali e caprioli in soprannumero evitando di ledere la libertà di chi abita in campagna, che deve restare in casa a causa dei comportamenti scorretti di alcuni cacciatori? A mio avviso si dovrebbe procedere di pari passo in due direzioni: la prima è arginare il problema, eliminare gli ungulati in eccesso, trovando però anche una soluzione affinché le carni non siano bruciate o gettate bensì riutilizzate nella filiera alimentare; nell’altra, inasprire le pene e aumentare i controlli in chi non caccia secondo le regole, soprattutto a chi ciba gli animali di nascosto permettendo loro di riprodursi in numeri eccessivi. Affrontare così il problema in maniera seria e risolutiva: a volte mi chiedo se i flash mob servano a sensibilizzare  l’opinione pubblica su un problema o siano un mezzo di promozione degli attori dello stesso.

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Un commento

  1. Bisogna considerare anche che i danni non sono solamente all’agricoltura, ma il pericolo di ritrovarti per strada a scontrarti involontariamente con ungulati che sbucano all’improvviso ed impossibile evitare è sempre più frequente, anche se vai a 20 km/h. Chiaramente a 20 km/orari non muori tu, la macchina si fa poco e l’animale spravvive. Ma non è neanche sicuro per queste strade andare a 20km/orari si rischiano tamponamenti e sorpassi azzardati.
    I danni sono enormi anche per la restante fauna e flora. Capisco la paura della signora anche se a mio avviso le aree di caccia sono ben segnalate e riesci benissimo a vivere fuori di casa, la condotta dei cacciatori per lo meno nei confronti degli esseri umani non è così spericolata. E io avrei più paura a passeggiare in un bosco e sbattere il muso in una mamma cinghiala che in un cacciatore armato. Poi le sventure accadono, ma mi sembra che negli ultimi anni si siano registrati più incidenti con gli ungulati che con cacciatori per fortuna.
    Comunque la mia opinione resta che soluzioni alternative meno drastice in passato si potevano trovare. Adesso la situazione è difficilisima da gestire senza prendere misure estrema, ma se a qualcuno viene un’idea sensata e realistica da proporre perchè no?