Tra gli alimenti conservati, si è assistito negli anni ad una sorta di crescita di immagine di quelli trattati secondo i metodi più antichi: se si pensa alle acciughe, vederle portate a tavola ancora nel vasetto contente olio EVO non procura certo imbarazzo, proporle anche sotto sale diventa quasi chic, mentre il baccalà da cibo per poveri è diventato un prodotto che sosta egregiamente nelle carte dei ristoranti di livello. Se poi ci fermiamo in uno wine bar, il tagliere degli affettati vede il “contorno” di sottoli di verdure. La conservazione in scatola non ha invece lo stesso appeal, tant’è che quando i fagioli vogliono essere proposti in maniera più elegante sono messi in vetro, ma sono i sottaceti a non avere raggiunto quel livello di autorevolezza che li possa far essere presenti nella tavole eleganti. Eppure, rappresentano un toccasana per chi è a dieta, riempiono senza appesantire, tolgono la fame grazie alla loro acidità, nei casi di accompagnamento a cibi grassi riescono a rendere il palato più netto e pronto a cambiare portata. Purtroppo, il loro abuso nell’ambito di insalate di riso e di pasta ne ha rovinato l’immagine ma tutto potrebbe ripartire: dai capperi, ad esempio inseriti a dovere in un piatto revival di gran moda il vitello tonnato e nella giardiniera fatta in casa. Che possano diventare il cibo dell’estate? Per me di sicuro, durante la dieta….Credits turistipercaso.it

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