La zona è quella del mercato di San Lorenzo: sarebbe bellissima, se fosse, una volta per tutte, sistemata la questione mercato: diventerebbe una sorta di piazza di quartiere in pieno centro cittadino. Comunque, attualmente è frequentata da un pubblico eterogeneo, fatto di turisti e fiorentini, che ancora amano frequentare il centro: qui Gennaro Napolitano ha aperto, nei locali che prima ospitavano una pizzeria, un ristorante di vera cucina toscana, scritto in “fiorentino”, con traduzione in inglese anche se, forse, servirebbe anche in italiano:-)). Pareti dipinte in rosso, molti specchi, con le ricette scritte a mano sulle pareti e sui vetri, l’ambiente si presenta caldo ed accogliente: si può iniziare con un fritto misto, dove si alternano coccoli, polpettine di carne e baccalà e verdure di stagione, o il misto toscano, con la lingua in insalata, la trippa ed il paté di fegatini. Imperdibili, per chi non li ha mai provati, i sedani alla pratese, che sono ripieni, fritti, serviti in queto caso su puré di cavolfiore e ragù. Non mancano i taglieri con selezione di salumi e formaggi della regione. Tra i primi, ottimi i tortelli alla mugellana, ovvero ripieni di patate, con ragù di Chianina(tutta la carne è Chianina certificata), o delle insolite e saporite penne cn lampredoto e cavolo nero. Il polpo in galera con fagioli e bietola è morbido e saporito, ma è molto intrigante la guancia di maiale servita con i fegatelli le rape e il puré di patate. Inoltre, è uno die pochi posti in città nel quale si serve il cinghiale in dolceforte, antica ricetta rinascimentale. Si chiude con un ottimo zuccotto alla fiorentina. Carta dei vini toscani, con selezione insolita e curiosa. Servizio cortese e attento. Tre portate escluso vini sui 35-38 euro

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Un commento

  1. Confesso, io davanti a quei coccoli in purezza ho pianto…….

    Il fritto misto, o come giustamente lo chiamano sul menu – “Fritta l’è bona pure una ciabatta” -, ha gioco facile a mantenere le promesse del vernacolo, perché è davvero una delle fritture migliori provate in città.

    Per i sedani confermo il suggerimento (se non siete vegetariani) e applaudo alla scelta di valorizzare una pietanza locale poco nota ma meritevole.

    Provate anche le birre magari, alcune locali e molto buone.