Non poteva negarlo, lei ne era attratta fin da piccola:magari non lo diceva a nessuno, nemmeno alla mamma, ma certo non poteva negare che aveva un effetto benefico quando si decideva a provarlo. Non che fosse una presenza costante in casa, arrivava in momenti precisi, ma una volta dentro rimaneva a lungo e lei ne era contenta In casa veniva accettato, non da tutti amato, ma nemmeno c’erano preclusioni nei suoi confronti. Aveva mostrato un certo interesse anche suo fratello, un grande chef, che era riuscito a stabilire con lui un rapporto diverso, meno abitudinario e questa cosa, per lei era stata importante. Lo aveva considerato sotto altre vesti, si rendeva conto che poteva incontrarlo in situazioni meno obbligate e aveva capito come la cosa le piacesse alquanto. Indubbiamente, però, era quando rimaneva da sola con lui che godeva maggiormente: lontana da occhi indiscreti, senza che nessun altro dovesse mettere bocca sul loro rapporto, si chiudeva nella stanza, meglio la sera, a fine giornata, anche se non disdegnava affatto il mattino presto, quando il calduccio delle coperte la trovava languida e disponibile. Ecco che in quel momento poteva esprimersi nella maniera che preferiva. Lo spogliava, solo in parte, ed iniziava un gioco fatto di piccole leccate, unite a colpi di lingua che facevano pregustare il piacere successivo. Indugiava a lungo in questo “affair”, non voleva tutto e subito anzi, preferiva un lento e crescente testa a testa, che avrebbe visto lui cedere ai desideri di lei, ma senza sopraffazione. Quasi estenuata da questo gioco erotico, si decideva a terminare mettendolo in bocca e affondando i denti con un colpo secco e deciso: il torrone era buono tradizionale, non morbido. Credits urbanpost.it

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