E’ così fuori moda che potrebbe diventare innovativa; è talmente classica che presentata oggi in un pranzo avrebbe un effetto deflagrante; è così banale che potrebbe diventare interessante: sto parlando della sogliola alla mugnaia, un piatto che ha accompagnato l’infanzia delle persone della mia generazione; si partiva dalla sogliola al piatto ancora nel seggiolone, per poi approdare, una volta a tavola, alla sogliola alla mugnaia. Spiegare il perchè del successo di un pesce che sembrava fosse la panacea di tutti i mali, solo per infanti però, è oggi arduo capirlo: la mamma si rivolgeva al pescivendolo pregandolo che la “sogliolina” fosse adatta e fresca per il suo bambino, maigli chiedeva che fosse anche buona! Già, è questo forse il successo sui piccoli: la sogliola sapeva di poco, qualcuno si arrischiava a dichiarare”non sa di pesce” ed ecco perchè poteva essere ingerita senza probemi. Si presentava poi bianca pallaida, inodore: il suo uso veniva connsigliato a donne e bambini, delegando alla popolazione maschile adulta pesci di maggior sapore. Prepararla è elementare: prima la si fa soggiornare nel latte(Perchè? Ah, saperlo!) poi la si infarina, da lì il nome mugnaia, poi la si cuoce nel burro, possibilmente chiarificato, per non far venire un attacco di fegato agli astanti. Limone e prezzemolo sono a completare il tutto. Considerando il costo di partenza è proprio necessario mangiarla ancora? Magari provate e poi mi dite!Credits mangiandobene.com

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