“Signorvino” ovvero il progetto del gruppo Calzedonia sul vino, partito da Verona e dintorni, comincia ad espandersi in tutta Italia: a Firenze la locascion è da urlo, accanto al Ponte Vecchio, con una terrazza che, per come è messa, direttamente sull’Arno, con vista sul Ponte, meriterebbe che qualche turista cadesse in una sindrome di Stendhal di quelle fulminanti appena seduto. La proposta vinicola è semplice : molte etichette, suddivise per regione e denominazione, con l’aggiunta di prodotti che hanno l’etichetta del marchio. Lo slogan è di quelli accattivanti, ovvero lo stesso prezzo tra scaffale e tavolo del ristorante, il che porta ad un prezzo medio conveniente per chi mangia un po’ meno per chi se lo porta a casa, ma non mancano offerte promozionali che variano notevolmente. La proposta gastronomica è suddivisa per specialità regionali, dove gli elementi privilegiati sono salumi e formaggi, ma non mancano piatti tipici. SI può anche sostare al banco per un semplice aperitivo, l’orario continuato permette di fermarsi ad ogni ora per mangiare qualcosa, già dalle 1130 del mattino. Personale giovane, sorridente, disponibile: a Firenze parlare inglese è un obbligo imprescindibile, nemmeno un italiano visto nell’ora e mezzo di sosta, ma è anche vero che la prova del Nove sarà da novembre, per capire se i fiorentini ameranno frequentarlo. Menu suddiviso per specialità regionali e non per portate, con fotografie che spiegano i vari piatti: pacchiano alquanto , però forse aiuta a far sapere di cosa si tratta al turista ignaro, senza dover spiegare tutto. La pappa al pomodoro è “american style” spiega il cameriere, capendo che un fiorentino può alzare il sopracciglio quando la vede servita con stracciatella filante campana Dop, ma l’insieme è gradevole, malgrado la temperatura fantozziana dell’insieme. .Intanto i vini al bicchiere non sono serviti in quantità “american style” ovvero conviene comprare una bottiglia in due, se si è appena interessati a bere, i ricarichi sono nella norma , un po’meno le quantità. Gradevole ed interessante l’insalata di baccalà , pomodoro confit, cipolla marinata e patata sbriciolata, calibrata nei sapori e ben presentata. Si può chiudere con una semplice e ben fatta panna cotta alle fragole. Caffè da rivedere , bruciato e sovraestratto. Per una sosta a pranzo si spendono sui 20 euro con bicchiere di vino, a cena prevedere il doppio, ma difficile trovare proposte così corrette e divertenti in luoghi dove pullulano le tourist trap!

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