Incredibile come l’apparenza inganni. Lo vedi e appare flaccido, di consistenza molliccia, di un colore nemmeno troppo esaltante. Riposa in quiete, senza tanti sussulti, fino a che l’alzarsi della temperatura comincia a farlo leggermente smuovere. E’ un percorso lento, ma regolare, si ingrossa in forma tondeggiante, cambia colore diventando sempre più scuro, mentre il calore produce reazioni non controllabili.Il finale è esaltante, si erge in maniera categorica, velocemente, ai massimi livelli, per essere finalmente messo sul piatto: il soufflé è servito!

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3 Commenti

  1. non pensavo che quel coso posto a tre palmi sotto il mento si chiamasse souffle…ora che lo so provo a farlo lievitare con un po di albume battuto ben fermo….Lei sul suo ci aggiunge un po di besciamella?