Più la guardavo e più mi piaceva..usava tecniche sopraffine per intrigarmi. Non so come ma la trovavo nei posti più impensati, accanto a Notre Dame ma anche nei paesini sulla costa, sempre lei, che amava cambiare, perennemente alla ricerca di qualcosa di nuovo. Non trascurava l’olfatto, l’ammaliatrice, riusciva a colpire anche senza vederla. Si accompagnava a compagni di viaggio occasionali, un po’sbrazzina ma la base risultava solida, concreta. Usava metodi dolci, languidi, per conquistare ma non disdegnava situazioni osé, con incontri a tre di altra natura. Comunque si mettesse, la crepe mi piaceva da impazzire!

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3 Commenti

  1. Finalmente …..questa l’avevo capita sin dall’inizio!! E’ da quando sei partito per la francia che continuavi a parlare di queste bnedette crepes…..che alla prima parola gia’ l’avevo capita!!!! che soddisfazione….dopo tutte le volte che mi hai fregato….eheheheh
    BEN TORNATO A CASA PROFESSO’ !!!

  2. e pensare che malgrado in francia (quando facevo il marmiton ) ne avessi cucinate tante (nella città di rennes al piccadilly ) e in provincia di Rennes … a volte ne avevo la nausea…sarà per il buon latte francese… sarà per le ottime uova…non vorrei esagerare il risultato finale era sublime… presentate flambe al tavolo era impareggiabile…le crepes in francia sono the best..professo secondo Lei il successo a che è dovuto?