Lo so, prima o poi doveva accadere e così l’ho fatto: pranzo nel ristorante vegetariano. Suona male, lo ammetto, uno che passa la vita a parlare di frattaglie, che fa colazione con la trippa, che mangia i nervetti come stuzzichino, disposto a mettersi in gioco sulle verdure, e non solo, anche sul seitan. In realtà mi ritengo di laiche vedute e non è giusto che un critico non assaggi tutto quello che il mercato propone. Il ristorante è storico per Firenze, anche se ha cambiato location più volte: prima in Borgo La Croce, poi in zona Gavinana dove diventa anche pizzeria e poi nella sede attuale, a due passi dalla sinagoga, un posto che sembra veramente appropriato. Qui ci sono passate gestioni di ristoranti anche particolari(mi ricordo di averci mangiato una bistecca infilata in un bicchiere di vetro coperta da una salsa di gorgonzola!!!!), l’ambiente è caldo, raccolto, con un dehors piacevole, sul marciapiede, che si affaccia su una via poco trafficata. A pranzo si può optare per un menu a 10 euro, altrimenti la scelta è tra un’ampia carta. Si inizia con dei fiori di zucca fritti, accompagnati da salsa di non precisato formaggio: ottima la cottura, anche il sapore, peccato l’insalatina dove sono stati serviti, poco consona, ma non male. A seguire sformatino di patate con scamorza, corretto, un po’insapore e poi lui, il filetto di seitan al pepe rosa. La preparazione riecheggia gli anni Sessanta, quando il pepe era verde, la panna usata in maniera decisa è figlia di quei tempi, ma il filetto è fatto in casa, lavorato appositamente per dare a forma necessaria. Cotto in olio ben caldo, viene poi coperto dalla salsa al pepe rosa..che dire? Il sapore del filetto è quasi inesistente, la consistenza non esaltante. Capisco tutte le proprietà nutritive, perfetto come sostituitivo delle proteine della carne, ma da lì a ritenerlo un godimento alimentare ce ne corre. Altri piatti mi hanno incuriosito, quindi sarà da riprovare. . Tre portate sui 25 euro, con il filetto di seitan il conto aumenta però!

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4 Commenti

  1. Non penso riuscirò mai a mangiare il Seitan, tanto abituata a filetti, granpezzo, peposo (cucinato bene in forno a legna nel cotto imprunetino), cervello fritto, agnello arrosto e chi più ne ha più ne metta.

  2. Sei stato decisamente più fortunato di me, la mia è stata un’ esperienza veramente di bassissimo livello e non a causa dell’assenza di sostanza animale nel piatto ma per la realizzazione.

  3. Per un certo periodo, breve in verità, per ragioni di salute ho provato ad assaggiare il seitan, oltre che la simil-carne di soia e il famigerato tofu. Ebbene concordo sulla insipienza del seitan, a meno che non sia pesantemente guarnito di salse, ho trovato passabile lo spezzatino di soia, ma decisamente immangiabile il tofu. E’ l’unica cosa della cucina giapponese che non incontra i miei gusti.