La zona non è di quelle trafficate, siamo vicini ai viali di circonvallazione, fuori dal centro storico. Il locale è minuscolo, 18 posti a sedere( e stretti) ma arredato benissimo: riproduce un vagone dell’Orient Express di fine’800:l’architetto è Barthel. Qui nacque “Vino e Carpaccio”, locale innovativo dove si serviva solo pesce, poi si sono succedute diverse gestioni, tutte fallimentari. L’attuale proprietario lo ha riportato in auge: ristoratore di lungo corso, a Firenze aveva il Vinesio a San Frediano, poi il Dulcamara a Cercina(non cercateli, non esistono più ma leggetevi tutta la storia qui!). Si mangia cucina pugliese, iniziando con della burrata, servita con caponatina fatta senza friggere le verdure, taralli, salamino piccante, crostini con pomodoro, crema piccante di verdure, focaccia pugliese. Ottimi gli spaghetti alle cozze in bianco, meno felice il baccalà in cartoccio con origano e patate, insapore, con il vino non sfumato che ha lasciato troppa acidità rendendolo sgradevole. Notevole la torta all’arancia calda come secondo. La carta dei vini è “compressa”, con molti prodotti giustamente pugliesi, anche se il titolare propone soprattutto il rosato sfuso della casa. Servizio cordiale e molto efficiente. Ottimo anche per il dopoteatro e il dopocinema, volendo si mangia in breve tempo. Sui 30 35 euro per un pasto completo,

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Un commento

  1. Tranquillo e generoso, a me è piaciuto.
    Nel complesso è una discreta cucina anche se alcuni piatti sono decisamente migliorabili.